“Grazie aSalmoper il branoIl figlio del prete“. Con queste parolePietro Orlandiha voluto esprimere la sua gratitudine al rapper per aver riportato l’attenzione sul caso di sua sorella,Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa a Roma il 22 giugno 1983 all’età di 15 anni. Unmistero irrisoltoda oltre quarant’anni, al centro di inchieste, ipotesi, testimonianze non ritenute attendibili (come quelle diSabrina Minardi) e silenzi che hanno attraversato decenni.
La canzone, contenuta nell’ultimo album diSalmointitolatoRanche pubblicato lo scorso 9 maggio, affronta inmodo diretto e provocatoriotemi legati alla vicenda di Emanuela. Pietro ha condiviso sui social alcune frasi tratte dal prodotto, evidenziandone la forza e il coraggio espressivo: “Il figlio del prete nasconde la storia che tutti sapete, ha rapito minori venduti alla fede… figlio di unmostrosantificato come il Padre Nostro“. E ancora, nella suaInstagram Story, ha aggiunto: “Ispirato alla storia che tutti sapete, grazie Salmo“.
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Parlando della traccia, Salmo ha dichiarato di essersi ispirato al documentarioVatican Girl, affermando: “Mi ha spaventato. Mi ha spaventato la verità che contiene e il fatto che vienetaciuta. Allora ho iniziato a immaginareuna verità parallela, una storia parallela. Ho iniziato a immaginare cheil colpevole del sequestro o dell’omicidio fosse il figlio di un prete“.
ConIl figlio del prete, Salmo non solo offre una riflessione artistica su un caso ancora avvolto nel mistero, ma contribuisce anche amantenere viva l’attenzione pubblicasu una vicenda che chiede ancoraverità e giustizia.
Il nuovo disco dell’artista è nato daun periodo di isolamento e riflessione personalein Sardegna, durante il quale il cantante ha riscoperto la propria creatività e sperimentatonuovi linguaggi musicalioltre il rap, dai toni introspettivi.
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