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Eros Ramazzotti: a Sal Da Vinci preferisce Sayf

Ieri la tappa a Copenaghen ed ora il tour europeo: Eros Ramazzotti dopo Sanremo è pronto ad incontrare fan italiani ed internazionali. Presente anche Max Pezzali

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In un’intervista alCorriere della sera,Eros Ramazzottiha espresso il suo parere su alcune canzoni diSanremo, L’artista è stato al festival come ospite insieme a Alicia Keys ed ha potuto ascoltare dal vivo alcune canzoni. Si aggiunge alcoro di contestazioni verso la vittoria di Sal Da Vinci,Per sempre sì,ritenendola una canzone poco giusta a rappresentare l’Italia, infatti andrà anche all’Eurovision in gara a maggio.

“Il pezzo di Sal da Vinci, lo conosco da quando l’ho invitato in Nazionale cantanti a fine anni 90, non è male, ma l’ho capito in questi giorni ascoltando sui social delle cover in varie lingue e con stili diversi: la sua versione ha un arrangiamento retro, vintage, che non rappresenta il panorama italiano di oggi.C’è musica di spessore maggiore. Credo cheSayf farà bene.Mi piace anche Serena Brancale con cui qualche anno fa ho registrato un duetto ancora inedito. E Marco Masini è sempre un gran cantante: ha fatto tanto per Fedez”, ha così commentato rivelando alCorriere della Seraqual è la sua visione del festival 2026.

Eros Ramazzotti in concerto a Copenaghen con Max Pezzali

Ieri la prima tappa del tour europeo, che poi si estenderà in tutta l’Italia. IeriMax Pezzali ha accettato l’invito e l’artista, dopo aver trascorso una settimana su Costa Crociere, al largo di Sanremo, adesso è pronto pe ril suo tour, ma prima una tappa da Eros Ramazzotti in Danimarca, per dargli supporto durante il concerto. I due hanno cantato insiemeCome nei film.Pezzaliama cantare all’estero perché gli fa comprendere meglio l’amore che c’è da parte degli stranieri nei confronti della musica italiana.

Il concerto diEros Ramazzottisi conclude con un appello, su Se bastasse, una performance in assolo, durante la quale l’artista dice:“Rappresenta il mio modo di essere. Una serata come questa evidenzia il distacco fra quello che la gente vorrebbe, una vita serena, il non stare in un mondo con dei pazzi che mettono bombe come se niente fosse, e la realtà. Ci sono troppe guerre. C’è in atto un genocidio, che quello è anche se per qualcuno non si potrebbe usare quella parola. Ho paura che scoppi la terza Guerra Mondiale.Ci sono due personaggi, Putin e Trump, che stanno destabilizzando la vita di 8 miliardi di persone.Ormai bisogna dire ‘viva la pace’ sottovoce per evitare conseguenze e odio… Questa non è politica, dico la mia da essere umano. La politica ha sempre diviso le persone, la musica unisce”.

E gli artisti possono usare proprio le parole su base strumentale per lanciare appelli e usare i palchi di varie parti del mondo, c’è chi preferisce non esporsi troppo e chi invece ama diffondere messaggi di pace da questi palchi.

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