Nel 1989, mentre il Muro di Berlino cadeva,Antonella Ruggierolasciava i Matia Bazar, gruppo che aveva contribuito a fondare 14 anni prima. Per milioni di fan fu uno choc, ma per lei era una necessità. In una lunga intervista aIl Corriere della Sera, ha raccontato: “La routine dei concerti e delle prove mi avevainaridito. Cercavo unrinnovamento personale“.
La scelta non fu compresadai compagni di band, nonostante l’avesse annunciata con largo anticipo. Seguì un silenzio artistico di 7 anni, durante i qualiRuggiero viaggiò moltotra Asia e Nordafrica per studiare culture e voci femminili. A tal proposito, ha spiegato: “Le cantanti indiane usano un falsetto che sembra un passo indietro rispetto agli uomini, mentre nel blues le voci femminili sono un tuono di ribellione“.
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Antonella Ruggiero a cuore aperto
Il successo con i Matia Bazar era arrivato subito, nel 1975, conStasera che sera. Poi ilFestival di Sanremo, undici partecipazioni e un secondo posto nel 1999. Oggi, però, dice basta: “Conosco bene il meccanismo, è un mix di business e marketing chenon reggo più“.
Tra i ricordi più curiosi, l’incontro a Tokyo conFreddie Mercury, che amava cantareTi sento, e la tournée conSting, scandita da cucine da campo. Ha conosciuto personaggi comeDon Andrea Gallo,Giovanni Paolo IIeAlberto Angela, con cui ha interpretatoVacanze romaneinStanotte a Roma.
La sua vita è punteggiata anche daepisodi intensi, come il concerto in URSS del 1984, quando un ragazzo rischiò di essere malmenato solo per offrirle un fiore. Ha ricordato: “Per loro la musica occidentale era ossigeno“. Su cosa la spaventa, non ha dubbi: “Il potere in mano ai pazzi“.
Oggi vive aBerlino, circondata dal verde e dai suoi gatti riccioluti. Il 10 agosto chiuderà la XIV edizione del Premio Letterario Caccuri con ilConcerto versatile,reinterpretando i suoi successi in chiave nuova.
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