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Mietta, la storia di una star affetta da attacchi di panico: “Basta tabù”

La Giornata Giornata Mondiale della Salute Mentale si sta avvicinando e la cantante Mietta si è aperta con il pubblico per sensibilizzarlo sul tema

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Mietta, la cantante dalla splendida voce è tornata al centro dell’attenzione, ma questa volta non solo per le sue doti canore. Recentemente la 54enne Daniela Miglietta, il vero nome della performer, ha rimesso al centro dell’attenzione il discorso che riguarda la salute mentale, aprendosi con il pubblico e parlando degli attacchi di panico che la attanagliano dall’età di 12 anni.

Mietta e gli attacchi di panico

Poco tempo fa, durante la trasmissione televisiva “Verissimo” di Silvia Toffanin è tornata a parlare del suo problema più invalidante: i suoi gravi attacchi di panico. Poi, ne ha parlato anche in molte altre interviste. “Ho iniziato a soffrirne da quando i miei si sono separati” ha ammesso la cantante.

Mietta aveva iniziato a soffrire di tale patologia da quando aveva 12 anni. Ha ammesso di essere terrorizzata e stravolta da questi episodi, che all’inizio sembravano essere incontrollabili. Da grande, ha deciso poi di raccontare la sua esperienza senza vergogna, abbattendo i numerosi tabù presenti nella nostra società quando si parla di malattie mentali. “Senti di perdere le forze, provi vero terrore e vorresti scomparire, tanto è il dolore e il terrore. Le crisi mi sono arrivate spesso quando concludevo dei progetti, e io alla fine ho deciso di affrontarle con tenacia, per capire la loro origine, e probabilmente deriva dalla mia ipersensibilità. Anche durante il mio primo Sanremo ero molto ombrosa, timida, molto frenata” ha dichiarato a cuore aperto la cantante.

Il tabù delle malattie mentali

In Italia quando si parla di malattie mentali molto spesso si tende a minimizzarle oppure ad ignorarle. È proprio per questo che Mietta, a poca distanza dalla Giornata Mondiale della Salute Mentale, che si celebra ogni anno il 10 ottobre, ha voluto mandare un messaggio alla popolazione e sensibilizzare quanti più cittadini possibili sul tema. Non è essere deboli, essere folli, essere diversi o strani, la malattia mentale fa parte, più spesso di quanto pensiamo, dell’essere umano e accettarla, gestirla, curarla è possibile, oltre che una pratica corretta. Si tratta semplicemente di prendersi cura di sé stessi e non vergognarsi. Bisognerebbe sdoganare molti più tabù nella società e prendere il buon esempio dal coraggio di alcune persone come Mietta.

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