Henry Ruggeri, fotografo ufficiale di Virgin Radio, è tra i nomi più influenti della fotografia musicale italiana. Le sue immagini hanno immortalato momenti che hanno fatto la storia del rock e della musica dal vivo, mentre le sue oltre cinquanta mostre hanno toccato città come Napoli, Roma, Londra, Milano e Los Angeles.
Dietro l’obiettivo c’è l’occhio di un uomo che ha lottato per fare di questa passione la sua professione, e che oggi porta avanti con onore il nome del giornalista e scrittore Massimo Cotto, amico e collaboratore di lunga data.
Ciao Henry, come stai? Risponderai alle nostre domande vista mare o sei tornato in patria?
Leggi Anche
(ride) In effetti arrivo da un periodo intenso di viaggi, ma non ti nego che avrei bisogno di un po’ di riposo. Tutto bene, dai.
Come ti senti svegliandoti al mattino sapendo che, oltre ad essere il fotografo ufficiale di Virgin Radio, sei anche uno dei fotografi più apprezzati e seguiti della scena musicale italiana?
Mi fanno piacere le tue parole, anche se non so se sono davvero “uno dei più apprezzati”… ma se lo dici tu mi fido! Certo, collaborare per tanti anni con Virgin Radio mi ha dato grande visibilità e la possibilità di raccontare il mondo della musica da un punto di vista privilegiato.
La scomparsa di Massimo Cotto ha sconvolto tutti, te in particolare. “Pictures of You”, nata in collaborazione con Rebel House, è una mostra immersiva accompagnata dalla sua voce. In che modo gli scatti fotografici si intrecciano con i racconti video di Cotto?
Non riesco ancora a credere che Massimo non sia più con noi. È stato uno shock tremendo.
Con lui e con Mattia di Rebel House portiamo avanti questo progetto in cui le mie foto si arricchiscono dei suoi racconti. Praticamente, inquadrando le immagini con la nostra applicazione NOTAWAY, come per magia Massimo “compare” grazie alla realtà aumentata e racconta i suoi famosi aneddoti. È un’esperienza emozionante.
Dentro di te custodisci il ricordo del concerto degli AC/DC a Imola. In che modo è rimasto indelebile?
Nel 2015, a Imola, Massimo, prima di salire sul palco come speaker di Virgin Radio davanti a oltre 100.000 persone, mi chiese di inventarmi un progetto in cui potessimo collaborare.
Apprezzava molto le mie foto. Ci ho messo un po’ a trovare l’idea giusta per un personaggio del suo calibro, e solo nel 2023 sono andato da lui ad Asti per presentargli Pictures of You.
Il giorno dopo il nostro incontro si mise subito a scrivere. Era entusiasta.
Guardando oggi questa mostra, pensi che ciò che avete realizzato sia all’altezza dell’omaggio che la figura di Massimo Cotto merita?
Credo proprio di sì. La mostra l’ha voluta fortemente Chiara, sua moglie, che ci ha contattato per riprendere in mano e completare il progetto che io e il mio socio avevamo interrotto dopo la scomparsa di Massimo.
Abbiamo utilizzato i 62 video che eravamo riusciti a girare con lui, dei 200 previsti originariamente.
Alle inaugurazioni Chiara è sempre presente, per ricordare suo marito. È un momento toccante ogni volta.
Sei un uomo senza età, proprio come le tue fotografie. Hai paura della morte? O grazie al tuo mestiere ti senti un privilegiato per l’eternità?
Cerco di non pensare alla morte e di conseguenza di non temerla.
La musica e l’arte hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia vita, e fare fotografie in questo ambito mi ha permesso di unire le mie passioni.
Quello che ho ottenuto è frutto di duro lavoro e determinazione, quindi non parlerei di fortuna.
Non so se un giorno sarò ricordato per le mie foto… ai posteri l’ardua sentenza.
Oltre ad essere un noto fotografo, sei anche un padre. Qual è il dono più grande che pensi di aver fatto, o potresti fare, a tuo figlio?
Credo di avergli trasmesso la voglia di raggiungere i propri obiettivi a qualsiasi costo.
Di questo vado molto fiero: mio figlio è un combattente nato!
© Riproduzione riservata


