Raoul Bova, ‘occhi spaccanti’ il marchio conteso

Un imprenditore bresciano ha proposto all'Ufficio brevetti la nascita di un brand di occhiali con lo slogan 'occhi spaccanti': inizia una nuova disputa per Raoul Bova?

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Il 13 agostoRaoul Bovaaveva registrato il marchio ‘occhi spaccanti’per porre fine alle continue prese in giro e meme di cui è stato oggetto l’attore a seguito della diffusione del vocale da parte di Fabrizio Corona. Ad agosto, dopo la registrazione del marchio, il fenomeno si è in parte placato in quanto ogni brand ha dovuto smettere di usare tale espressione.

Ma adesso pare che si aprirà un altro fronte legale per Bova che continua ad essere al centro del gossip, soprattutto dopole foto che sono uscite in compagnia di Beatrice Arnera.

Gabriele Picco, imprenditore bresciano di 51 anni, ha comunicato di essere intenzionato a utilizzare il marchio ‘occhi spaccanti’, per fare un vero e proprio business per vendere un marchio di occhiali. La richiesta da lui depositata all’Ufficio brevetti risale al 14 agosto, il giorno dopo che Bova ha presentato la sua.

Occhi spaccanti di Raoul Bova fa nascere una gara di business?

Stando a quanto rivelato daRepubblicapare cheGabriele Picco abbia presentato un’articolata richiesta all’Ufficio italiano brevetti e marchiper poi dare inizio ad un business di occhiali. Richiesta che era già stata fatta precedentemente da un altro imprenditore, G. C. di Anzio, che però ha avuto esito negativo.

La differenza tra i due marchi depositati sono diverse. Se da una parte Bova ha un fine legato alla sua privacy, Picco vuole costruirci su un business; infatti ha creato un logo ad hoc ed anche una frase che potrebbe diventare un tormentone pubblicitario: “Due occhi seducenti, sormontati da grandi sopracciglia”e poi sotto la ormai famosa espressione.

Così l’imprenditore bresciano vorrebbe puntare a creare un business di occhiali, dall’altra parte, però, c’èBova con i suoi legali che vorrebbero che “venisse posto fine a questo fenomeno”e quindi evitare che l’espressione possa essere usata in continuazione da terzi.

L’ultima parola spetterà all’Ufficio brevetti che dovrà valutare quale delle due proposte sia più valida e, di conseguenza, solamente ad uno dei due sarà poi concesso farne l’utilizzo che meglio ritiene. Ma nel frattempo l’attore ha già denunciato al Garante della privacy i brand che hanno utilizzato con scopi pubblicitari la sua espressione sui vari social, aumentando l’effetto mediatico dell’accaduto.

Insomma, perRaoul Bovanon c’è pace e le battaglie legali che deve affrontare continuano a sommarsi, ma per fortuna in suo aiuto c’èl’avvocata Bernardini De Pace– l’ex suocera- insieme al suo team legale.

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