Ieri 18 giugno è stata presentatala Fondazione Raffaella Carrà ETS, in occasione del compleanno della conduttrice. A presentarlaGian Luca Pelloni Bulzoni, suo figlio adottivo.In realtà fino a marzo non era mai trapelata nessuna notizia in merito a questo legame particolare che li univa. Ieri, a Palazzo delle Esposizioni di Roma, in occasione di questo importante evento, lui ha rotto un silenzio lungo anni, riconoscendo che fosse arrivato il momento di parlare e di raccontare la sua verità. Come mai, nel 2020, pochi mesi prima di morire,Raffaella ha deciso di adottarlo.
La conduttrice ad aprile 2020 ha scoperto di essere malata: un brutto tumore ai polmoni, sapeva le sarebbe restato poco, ma il suo lascito era troppo grande per poterlo perdere. Così ha preso una decisione non convenzionale che ha sorpreso lo stesso Gian Luca.
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“Vedevo che scriveva il suo testamento e come cosa mi fece effetto”, ha raccontato durante la presentazione Gian Luca. Poi ha proseguito: “Il giorno dopo mi ha chiamato nel suo ufficio, al suo fianco c’era Sergio Japino.Mi ha proposto di adottarmi per far sì che mi occupassi della sua fondazione e di continuare i suoi progetti“. Una grande responsabilità per lui, eppure ha deciso di restituirle tutto quell’affetto, accettando l’adozione.
La Fondazione si ripropone, attraverso quattro progetti, di aiutare i giovani che hanno un sogno. Questo era il desiderio diRaffaella Carràe così oggi questa Fondazione cerca di portare avanti il volere della diva del Tuca Tuca.
La mostra dedicata a Raffaella Carrà
In questa occasioneGian Luca Pelloni Bulzoni ha annunciato anche che in autunno si terrà una mostra dedicata a Raffaella Carrà, sarà occasione per fan (e non solo) di rivivere la vera essenza della conduttrice di Carramba. “Questo era il suo desiderio, ce lo chiese, chiese anche di farla curare ad Alessandra Lo Cascio (morto a febbraio 2023, ndr). Nonostante questo rimpianto siamo contenti di esserci riusciti”, così suo figlio adottivo.
La mostra partirà da Roma, poi raggiungerà Madrid,“per restituire quell’amore che la Spagna ha provato per Raffaella e viceversa“. Poi c’è l’eventualità di toccare Buenos Aires, ma è tutto in divenire,.
A 4 anni dallascomparsa di Raffaella Carràil circolo ‘chip Raffaella’ vuole tenere vivo il suo ricordo e adesso Gian Luca è pronto anche ad esporsi davanti ai riflettori, ma sempre con discrezione, come ha fatto per anni sua madre adottiva.
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