Questa mattina la notiziadell’arresto di Mario Adinolfiè piombata come un fulmine a ciel sereno.Cristina Plevani, che ha fatto con lui l’Isola dei Famosi, ha deciso di rompere il silenzio, rivelando di averlo sentito proprio questa mattina. Non solo, lei condivide con la figlia di Mario un compleanno triste, proprio quello dei 16 anni.
Cristina Plevani e lo sfogo che lascia perplessi
“Mi sveglio e leggo la notizia. Gli mando subito un messaggio, non visualizzato ovviamente. Mando un messaggio a Clara, sua figlia, oggi è il suo compleanno, 16 anni.Anche mio padre venne arrestato quando
avevo 16 anni. Prima o poi ne scriverò.Alcuni papà possono essere ingombranti in tanti modi. Sono amica di Mario. Questo non vuol dire che lo difendo … se uno sbaglia deve pagare. Non abbiamo mai parlato di questo, non gli ho mai fatto domande … ritengo che è grande e grosso e in grado di assumersi le responsabilità delle sue azioni e di difendersi qualora si ritenesse innocente. lo mi limito ad essere sua amica, a volergli bene e a mandarlo a fanc*lo quando ce n’è bisogno”, con questo messaggioCristina Plevaniha sentito l’esigenza di esprimere il suo pensiero su quanto sta accadendo aMario Adinolfi.
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Il suo sfogo lascia perplessi: perché ha avuto l’esigenza di questo protagonismo in questo momento? I due si sono conosciuti all’Isola dei Famosi e sono diventati amici ma forse in determinate situazioni è meglio rimanere in silenzio.
Cos’è successo a Mario Adinolfi
Mario Adinolfi, leader delPopolo della Famiglia, è stato messo aidomiciliaricon l’accusa ditruffa aggravata ai danni dello Stato.Secondo gli inquirenti, avrebbe percepito per anni indennità e contributi pubblici destinati a collaboratori parlamentari che, in realtà, non avrebbero svolto le mansioni previste. L’indagine nasce da una serie di verifiche della Procura di Roma su presunti rapporti di lavoro fittizi e sull’utilizzo improprio di fondi pubblici.
Le contestazioni riguardano un sistema di contratti irregolari, stipendi gonfiati e collaboratori che, secondo gli investigatori, non avrebbero mai prestato attività effettiva. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di documenti e dispositivi elettronici utili a ricostruire i flussi di denaro e la gestione dei rapporti professionali.
Adinolfirespinge le accuse e sostiene di aver sempre operato nel rispetto delle norme. La Procura, però, ritiene di avere elementi sufficienti per contestare una gestione fraudolenta dei fondi destinati ai collaboratori parlamentari.
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