Fabrizio Corona accusa Meta e il giudice Pertile, che ha deciso di non fargli pubblicare la puntata di Falsissimo su Alfonso Signorini, di censura. Così se in questi giorni gli risulta difficile utilizzare i social, ci pensano i teatri a chiamarlo e vendere i biglietti per il suo spettacolo dal titolo Falsissimo.
In un’epoca in cui i social sono così fondamentali e il mondo del web, se ben sfruttando, può essere redditizio, Corona riesce perfino a convincere le varie organizzazioni a farsi chiamare in un teatro perché questi sanno bene che la gente paga per assistere ad uno suo spettacolo. Non c’è sceneggiatura in questo caso e non ci sono attori, ma c’è un ex re dei paparazzi che va a ruota libera con accuse diffamanti su tutte le persone che fanno parte del cosiddetto “sistema dello showbiz“, lo stesso di cui faceva parte anche Corona fino a qualche anno fa.
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Fabrizio Corona a teatro
Nel provvedimento, il giudice aveva ordinato a Corona “di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da ogni social media a lui direttamente o indirettamente riconducibile, tutti i video nonché tutti i contenuti (testuali, audio e video)” che riguardavano Alfonso Signorini. Le richieste di rimozione, da parte dei suoi legali, sono state molteplici poiché Corona non ha mai provveduto alla rimozione.
Alla fine sono stati Meta e Google ad intervenire a causa di diffide e denunce. I profili di Fabrizio Corona sui social sono stati oscurati, ma lui ne ha creato un altro per “diffondere il suo verbo”. “Non mi zittirete”, dice sempre, facendo pensare che sia il “salvatore della patria“, il Robin Hood della verità, ma che usa escamotage e tecniche che nulla hanno a che vedere con il giornalismo e la sua etica.
Nonostante ciò c’è chi lo premia, diverse organizzazioni dei teatri hanno chiamato l’ex re dei paparazzi. In una notte diffusa da Gruppoanteprima si annuncia la tournée: “L’obiettivo è portare in scena un racconto senza filtri sul potere mediatico, l’informazione, il gossip, i nomi intoccabili e retroscena mai raccontati. Corona mette in scena una visione che promette di rompere gli schemi della narrazione ufficiale e dove la libertà di parola non si chiede. Si esercita“.
Il tour partirà il 7 maggio a Milano, poi Catania, Napoli, Roma e Padova, i biglietti vanno dai 30 a 45 euro.
Resta però da capire quali saranno i risvolti legali da qui a maggio e, se Fabrizio Corona dovesse proseguire lo scontro con Mediaset, potrebbe trovarsi presto costretto a ricalibrare il focus della sua tournée teatrale.
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