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Alfonso Signorini parla per la prima volta: “Il silenzio è una scelta”

Alfonso Signorini ha deciso di scrivere un articolo per Chi nel quale ha parlato di come risponderà, da un punto di vista mediatico, a questo caso che lo sta coinvolgendo

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Alfonso Signorini attraverso il settimanale Chi ha rotto il silenzio e parlato di come ha deciso di agire in questo periodo molto difficile per lui.

Attraverso un articolo scritto di suo pugno ha sottolineato che ha deciso di prendere la strada del silenzio che gli sembra quella più opportuna in un periodo in cui “tutti parlano e anche a vanvera”.

Alfonso Signorini e la strada del silenzio scelta

Sul settimanale Chi Alfonso Signorini ha scritto: “Il silenzio non è assenza: è scegliere quando e con chi parlare”.

Nella lunga lettera si legge: “Il silenzio è diventato un atto sovversivo, il silenzio oggi non è assenza: è una scelta. Oggi viviamo immersi in un flusso continuo di parole, like, titoli acchiappa-click, dichiarazioni “rubate” e smentite gridate più delle accuse. In questo contesto, dove tutto deve essere commentato subito, spicca il silenzio”.

Secondo lui il silenzio può diventare anche un’arma per contrastare le notizie false: “Il silenzio è anche una selezione naturale dei propri interlocutori. Parlare a tutti significa, spesso, non parlare a nessuno. Tacere, invece, è scegliere. Scegliere chi merita una risposta, chi un confronto, chi un dialogo vero. Tutti gli altri ricevono ciò che forse è più onesto: il nulla. La verità non ha fretta, e soprattutto non ha bisogno di essere urlata per esistere, si crede che il silenzio nasconda… in realtà rivela una cosa che oggi manca terribilmente: il senso del limite. Il limite tra ciò che è pubblico e ciò che è privato. Tra ciò che è opinabile e ciò che è sacro. Tra ciò che è spettacolo e ciò che è vita”.

Alfonso Signorini sostiene anche che il silenzio farà emergere la verità: “Quella autentica non ama il clamore. Non si presta a titoli inventati, alle ricostruzioni fantasiose, ai processi sommari e improvvisati fatti a colpi di hashtag. La verità ha bisogno di tempo e spesso di silenzio. In fondo, il vero atto rivoluzionario oggi non è parlare. È sapere quando e con chi farlo. Alla prossima!”.

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