Questa sera allaMostra del Cinema di Veneziaverrà proiettatoMarc by Sofia, il docufilm che racconta di un’amicizia tra due artisti,Marc JacobseSofia Coppola. I due sono legati dal 1992 e così la regista ha voluto celebrare l’amicizia con il designer attraverso un docufilm autobiografico.
Quando si sono conosciuti lei era una “It girl”, dallo stile stravagante, lui un designer emergente. La loro arte si è unita e la loro amicizia ha permesso ad entrambi di fare collaborazioni che hanno segnato una svolta nella loro vita professionale.
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La coppia è arrivata insieme in laguna, con il loro stile inconfondibile: questa sera il Sala Grande il documentario verrà proiettato per il pubblico ed è tanta l’attesa, soprattutto perché la critica ha apprezzato molto questo prodotto.
Marc by Sofia: la storia di un’amicizia diventa un docufilm
Prima del film,le collaborazioni tra i due sono state tante: Coppola ha firmato con lui una linea di borse durante la sua direzione creativa da Louis Vuitton e ha diretto lo spot del profumoDaisydel grande stilista. Poiha indossato un suo abito quando ha ritirato l’Oscarper la migliore sceneggiatura originale nel 2004, per il filmLost in Translation.
A propositoSofia Coppolaha ammesso: “Quando mi hanno chiesto di fare un film su Marc, ho pensato: ‘No, non posso farlo. La pressione sarebbe troppa’“.
Poi ha spiegato: “Ci siamo conosciuti negli Anni 90, condividiamo lo stesso linguaggio artistico e le stesse vulnerabilità.Questo non è solo un ritratto intimo del grande stilista, ma di un amico attraverso il mio sguardo. Lui è una spalla su cui posso sempre contare”.
Questo docufilm non celebra solo un grande stilista, ma soprattutto una grande amicizia nella quale qualsiasi coppia di amici può rivedersi.
Sofia Coppolaha anche detto:“Marc by Sofia mi ha anche permesso di tornare indietro nel tempoa quando avevo 20 anni e giravo con la mia telecamera. Ed è stato questo lo spirito con cui ho lavorato a questo progetto, volevo che avesse quell’aspetto artigianale e personale”.
Jacobsè stato felicissimo di questo progetto, soprattutto perché a dirigerlo è stata una sua cara amica:“E’ stato facilissimo accettare di far parte di questo documentario. Mi ha entusiasmato il suo approccio non convenzionale al documentario.L’ho trovato spontaneo e naturale e questo mi ha permesso di sentirmi a mio agio e parlare di tutto“.
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