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Venezia82, Leone d’oro alla carriera a Kim Novak | VIDEO

Oggi è stato consegnato un importante riconoscimento a Kim Novak alla Mostra del cinema di Venezia: le è stato dato il Leone d'oro alla carriera

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A Venezia82 un premio speciale per Kim Novak, a cui è stato consegnato il Leone d’oro alla carriera. E’ stata spesso definita “la donna che visse due volte” ed è stata la protagonista di Vertigo, di Alfred Hitchcock.

Ha ritirato il premio dal presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, ha detto: “Io sono voi e voi siete me. Io vi amo e voi mi amate”. Il suo discorso è stato molto lungo e non è mancato l’appello, importante, sul “fare di tutto per salvare la democrazia”.

Il regista Guillermo del Toro ha preannunciato la laudatio, l’elogio con cui viene motivato il premio. Oggi, con l’occasione, è stato presentato anche il documentario Kim Novak’s Vertigo di Alexandre Philippe, dedicato all’artista.

Novak ha anche detto: “Devo essere fedele a me stessa, e sento che uno dei motivi per cui sono qui è per ispirare il più possibile le persone, per far capire che la loro libertà conta, che le loro vite contano, i loro diritti contano, la verità conta. E devo dirlo: per tutte le democrazie nel mondo, dobbiamo unirci, collaborare, essere creativi, trovare il modo di aprire gli occhi, guardare cosa sta succedendo e fare tutto il possibile per salvare le nostre democrazie. Troppi uomini, troppi soldati hanno sacrificato la vita. Troppe persone sono morte solo per cercare di essere oneste e autentiche. Non possiamo permettere che vada tutto perso. Non dovrei cercare di influenzarvi, ma per me conta così tanto dirvi questo”.

Kim Novak: la lunga carriera

La sua carriera, iniziata negli anni ’50 in modo fortuito, si è presto trasformata in un percorso segnato da scelte coraggiose e da una costante tensione verso l’indipendenza. Kim Novak non ha mai nascosto il suo disagio nei confronti del sistema hollywoodiano, che ha sempre criticato apertamente. Ha scelto con cura i ruoli da interpretare e persino il nome con cui presentarsi al pubblico, dopo essere stata costretta ad abbandonare quello di battesimo, Marilyn Pauline, per evitare sovrapposizioni con Marilyn Monroe.

Il cognome, invece, lo ha difeso con determinazione, accettando in cambio di adottare il celebre biondo platino che l’ha resa riconoscibile. Anticonformista e determinata, ha fondato una propria casa di produzione e si è battuta per ottenere una retribuzione equa, scioperando contro le disparità salariali rispetto ai colleghi uomini. Un percorso che oggi viene celebrato non solo per il talento, ma per la coerenza e il coraggio.

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