A Venezia 83 Mario Martone presenta Fuori Concorso Scherzetto, che ha per protagonista Toni Servillo che si trova alle prese con un bambino di 5 anni, di cui è il nonno.
“Ad un certo punto della vita, tutti dovrebbero incontrare una persona, come quel bambino, capace di metterti in crisi e smontare tutto il peso che si accumula nel corso dell’esistenza”, dice all’AdnKronos il regista che è soddisfatto del film.
Venezia 83, la trama di Scherzetto
Durante alcuni giorni di convivenza forzata, l’appartamento napoletano diventa il teatro di un duello emotivo tra nonno e nipote di 5 anni: due generazioni agli opposti, costrette a condividere spazi, fragilità e immaginazione. Mario provoca Daniele con la sua energia e le sue domande, mentre l’uomo si ritrova a fare i conti con i fantasmi del passato, ricordi familiari e la solitudine che lo accompagna da anni.
Quello che sembra un semplice “scherzetto” quotidiano si trasforma in un confronto profondo, ironico e a tratti comico, che mette in discussione certezze e identità, fino a creare una complicità inattesa tra i due.
Venezia 83, Mario Martone: “Gli scherzetti sono tanti in questo film”
“Gli scherzetti sono tanti in questo film, che è un po’ come un prisma, ha tante facce diverse. È un film comico per certi versi, però inquietante da un altro. Il nonno torna in questo appartamento, dal quale è scappato a gambe levate, costretto a occuparsi di un nipotino con cui non ha nessun rapporto. Lui è sui suoi bilanci, sui suoi malumori, mentre dall’altro lato c’è una creatura completamente nuova che vuole solo giocare. Questo crea un’ostilità che avrà una tensione risolutiva per le malinconie del nonno”, spiega il regista.
Per Martone, il peso dello sguardo altrui è un tema centrale: “È una cosa che credo accada a tanti, se non a tutti. La socialità è un terreno complesso, soprattutto per chi ha delle aspirazioni e pensa di non aver trovato il giusto merito”.
Toni Servillo, che interpreta il protagonista, dice: “Quest’uomo sente avvicinarsi la vecchiaia, una condizione drammatica dove scricchiolano le fondamenta dell’idea che ha di sé. Ma questo rende anche feconda la capacità di percepire qualcosa di diverso. Nella relazione con questo bambino, lui ha l’opportunità di riflettere su che cosa era e cosa è diventato. Il conflitto è tra una persona che non ha molto più tempo da vivere e una che, invece, ne ha tanto davanti”.
Nel cast troviamo anche Serena Rossi che interpreta la mamma del piccolo e la figlia di Servillo: “Lei è innamorata di quel posto, lì dentro ci sono le sue radici. È una matematica di successo che potrebbe vivere altrove, ma fa esattamente quello che lui non fa: lo obbliga a ritornare nei luoghi dei ricordi. Lei si vuole nutrire di quei ricordi, anche perché ha vicino un uomo che li rifiuta. In quei tre giorni, chiusi in casa, nonno e nipote si conosceranno davvero e conosceranno molto di più se stessi”.
Ma perché questo titolo? “Scherzetto è quando nella vita avviene simpaticamente un episodio che nasce per gioco e che poi, invece, ha conseguenze più profonde e complicate”.
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