Way Technological Systems

Venezia 83, Favino e Veronesi presentano Dio ride, la storia di un ‘martire consapevole’

Grande attesa per Dio ride, di Giovanni Veronesi. Favino interpreta San Leopoldo e l'approccio va oltre la religione. "Invece di fare un film comico, per far ridere, ho fatto un film drammatico sulla comicità", dice il regista

4 Min di lettura

A chiudere l’83esima Mostra del cinema di Venezia ci sarà Dio ride, di Giovanni Veronesi, dove Pierfrancesco Favino interpreta San Leopoldo.

Oggi si è tenuta una prima conferenza stampa e il regista ha spiegato: “Invece di fare un film comico, per far ridere, ho fatto un film drammatico sulla comicità, perché per me la comicità è una cosa seria. E siccome è una cosa seria, ho pensato che anche Dio la potesse prendere seriamente”.

Il regista ha raccontato che ad averlo ispirato è una frase di Papa Francesco: ”Si può ridere anche di Dio, basta continuare ad amarlo’‘. Questa frase è stata ”una sorta di liberazione”, soprattutto per chi utilizza comicità e ironia e rischia di essere considerato estraneo a determinati ambiti di serietà. ”Con quella frase di Papa Francesco sono riuscito a entrare anch’io nel mondo dei seri, facendo ridere. Mi sembrava un modo per avvicinarsi a Dio, in punta di piedi, in modo però un po’ trasversale, cambiando l’ottica e vedendo questo mondo da un’ottica mia diversa”, ha detto Veronesi.

Nonostante questo film fortemente cattolico, Giovanni Veronesi confessa di non credere in Dio: ”Sono riuscito a credere in Dio per due anni. Che non è poco, credetemi. E mi sono stato bene. Poi sono uscito da questo mondo e mi ritrovo un po’ solo, ecco”.

Venezia 83, Pier Francesco Favino è Fra Leopoldo

“Fra Leopoldo è uno di quei personaggi che ti capitano una volta nella vita: è così legato alla nostra tradizione e così moderno. L’opportunità di poter far sorridere ed emozionare nello stesso film è molto rara. Un ruolo che resterà sul podio della mia memoria”, così Pierfrancesco Favino parla del suo personaggio.

La preparazione su questo film è stata molto particolare “è stata soprattutto sul linguaggio e sulla veridicità storica di cosa volesse dire essere frate cappuccino in quell’epoca; ma il ‘cuore’ del lavoro è stato la tradizione del guitto: una figura che non è il comico, non è la commedia dell’arte, non è il clown. È qualcosa di diverso, profondamente italiano, con una sua modalità di racconto. Ovviamente ci sono rimandi all’attore che ha fatto più ricerca in questo senso, Dario Fo, ma sapendo che noi dovevamo usare solo ciò che era giusto per questa storia. L’idea era proprio quella di scavare nella figura del guitto e farne emergere la sua natura più autentica”.

Venezia 83, Dio ride: la trama

Il film é ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti: mette al centro la libertà e il rapporto tra l’uomo e il potere attraverso la storia di un frate che, con la forza della sua umanità, cambia la vita delle persone che incontra. “Mi sono avvicinato sempre ai temi religiosi con grande terrore, essendo laico ed essendo un toscano miscredente, quasi scomunicato di partenza”, ha raccontato il regista.

Favino, sul martirio del suo personaggio, ha spiegato: “Ho cercato di non farmi portare dall’idea eroica. Non credo che sia un martire consapevole. È concreto, attaccato alle cose che lo muovono“. Dunque, non resta che aspettare la giornata di domani per la proiezione e i primi commenti su Dio ride.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
Way Technological Systems