Pupi Avati: “Boicottare il cinema non porta pace”

"Ma davvero pensiamo che una marcia a Venezia durante la Mostra del Cinema possa cambiare le cose?", così Pupi Avati spiega la sua posizione sulle polemiche di questi ultimi giorni a Venezia82

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Ma noi davvero immaginiamo che Trump, Netanyahu o Putin tengano conto di una manifestazione alla Mostra del Cinema di Venezia?“, cosìPupi Avati chiarisce la sua posizione in merito alla manifestazione pro Palche c’è stata ieri in laguna, in occasione della Mostra del cinema di Venezia.

Secondo il noto regista, ormai 87enne,non bisogna credere troppo che queste manifestazioni possano portare ad un cambiamento concreto.Per lui sono quasi “inutili” e vietare agli attori di partecipare a Venezia perché israeliani secondo lui è sbagliatissimo.Si è quindi unito al pensiero di Carlo Verdone.

Pupi Avanti sulla guerra in Medio Oriente: “manifestazioni pro pace inutili”

“Stiamo vivendo un orrore, masono disincantato sul fatto che sia sufficiente fare una marcia a Venezia perché le cose cambino, chiariscePupi AvatialCorriere della Sera. Anche lui è esterrefatto dalla distruzione che si sta compiendo in Medio Oriente, nonostante ciò non ritiene che queste mosse degli attivisti possano portare ad una soluzione concreta.

“Il cinema italiano soffre un momento di grande debolezza, in generale. Non credo proprio che Netanyahu soprassieda rispetto a ciò che sta facendo perché c’è un corteo durante un Festival cinematografico. E, poi, impedire a due attori (Gal Gadot e Gerald Butler, ndr) di partecipare è un’operazione che non aiuta la costruzione di rapporti di pace“, chiarisce.

Pupi Avati,che di esperienza ne ha tanta, sottolinea: “Sono manifestazioni che, dall’alto della mia età, e all’anagrafe ho quasi 87 anni,ricordo che un tempo erano ricorrenti, eppure non risolsero mai nulla,non cambiano la storia. Purtroppo la prepotenza dei potenti fa sì che tutto sia deludente, da una parte e dall’altra”.

Poi spiega: “Non ho nulla contro, ma sono disincantato sulla possibilità che possa portare un qualsivoglia cambiamento”.

L’idea diPupi Avatiè più concreta: “Andrebbe fatto altro: queste personeandrebbero prese per il bavero e sbattute contro il murodelle loro responsabilità”.

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