Sembrava cosa certa la seconda stagione di M, il figlio del secoloed invece pare ci sia stato un dietrofront. E’ stato lo stesso autore,Antonio Scurati,a rivelare questa notizia in occasione del Giffoni. Ma non si può parlare di una vera e propria censura, bensì, forse, diun’autocensura.
Seppur nessuna forza politica italiana si sia posta contro la produzione della serie e non abbia commentato l’uscita della prima, pare che siano gli stessi produttori a volersi limitare e, come scrive ilCorriere della Sera,“a non far arrabbiare troppo la destra italiana”.
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Se da una parteun argomento come il fascismo non dovrebbe essere divisivo oggi è tornato ad esserloe, andando avanti con la serie, gli autori hanno paura di poter generare insofferenze. Ovviamente si pensa ad una questione economica ela paura dei produttori è di non trovare più finanziamenti anche per progetti futuri.Da giorni si discute di tax credit, introiti che, seppur piccoli, aiutano le produzioni cinematografiche e, perdere quei soldi, sarebbe un duro colpo per chi fa parte del settore. Ancheper questo si è deciso di autocensurarsi e limitare la serie M, il figlio del secolo, non realizzando una seconda stagione.
M, il figlio del secolo non continuerà: autocensura o mancanza di distribuzione?
Un altro motivo per il qualeM, il figlio del secolopotrebbe essere bloccata riguarda gli alti costi che incontrano poco riscontro. La serie, prodotta daSky, ha avuto un successo con un arrivo in contemporanea in Italia, Regno Unito e Irlanda. Subito si è pensato che anche negli Usa avrebbe ricevuto lo stesso riscontro ed invece non è stato così. Infatti,“a causa della controversia del tema”, alla fine non è stata più distribuita.Se da una parte il regista,Joe Wright, non si è capacitato del fatto che la serie potesse essere considerata controversasu un tema che non dovrebbe essere divisivo, dall’altra “la colpa della serie” è un’altra. Infattici sono alcuni chiari riferimenti a Trump ed anche per questo i distributori statunitensi hanno deciso di “autocensurarsi”.
Questa parola, secondoScurati, è il male della nostra società. Se da una parte non vige nessuna censura e si è liberi di usare la propria arte come meglio si crede, dall’altraaccade sempre più spesso che l’artista/ autore/ produttore si impone dei limiti per paura di trovare delle difficoltà nel continuare a lavorare successivamente.Dunque, quello che si è instaurato, secondo lo scrittore,è un meccanismo di paura e autodifesa che, in un certo senso, appoggia la censura.
La questione è molto controversa, ma ciò che è certo, almeno per ora, è che,nonostante l’attore protagonista Luca Marinelli avesse dato per certo la seconda stagione, non sarà così:ad oggi non è previsto alcun sequel perM, il figlio del secolo.
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