A Venezia 83 c’è anche Laura Morante, ieri ha sfilato sul red carpet e che è stata ospite diChe Spettacolo!, iniziativa del Corriere della Sera e Fondazione Ente dello Spettacolo, che ha realizzato una serie di iniziative durante la kermesse.
Ieri, inoltre, sul red carpet Laura Morante ha voluto lanciare un messaggio pro Pal: non mancano mai i suoi appelli politici e sociali. Ha evitato le domande su Nanni Moretti ‘non è bello parlare in sua assenza’. I due hanno avuto una relazione ma poi la stanza del figlio è stato il punto di rottura. Morante è passata dall’essere la sua musa ad un’estranea ed oggi sembra che a malapena si salutino.
Laura Morante senza peli sulla lingua
Ma a Venezia 83 Laura Morante con il suo savoir faire e con il suo modo di dire sempre ciò che pensa non si nasconde dietro un dito e sottolinea ciò che pensa della situazione attuale del cinema italiano. Il ‘circoletto’ che per la prima volta ha nominato Giuliana De Sio esiste.
Infatti anche lei sottolinea che “in Italia lavorano solo 4 persone”. Al Corriere della Sera dice: “Quando ero giovane un po’ mi vergognavo di dire che facevo l’attrice perché mi sembrava un mestiere poco serio. In Italia sembra che esistano solo quattro attori”. E forse anche Venezia 83 ne è stata un po’ l’esempio. I volti sul red carpet sono stati gli stessi, quelli che ormai ogni anno sono presenza fissa e che è quasi scontato vederli protagonisti di un film. Il circoletto esiste, ma come è presente anche nella musica o nella televisione, dunque non ci si può sorprendere se a sfilare ci sono sempre gli stessi attori.
Lei ha due figlie che hanno scelto la sua stessa professione e ciò la preoccupa “ma oggi è davvero un mestiere precario, pieno di incognite, non meritocratico e loro mi sembrano un po’ disarmate”. Nonostante ciò il cinema è pieno, è bello e in evoluzione. Ad essere precaria è proprio la realtà in cui viviamo.
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