Dal 5 febbraio 2026 sul grande schermo italiano è arrivato un film candidato a 8 premi Oscar. La regista è Chloé Zhao, che ha portato la proiezione a vincere due Golden Globe: Miglior film Drammatico e Miglior Attrice Protagonista in un Film Drammatico, consegnato a Jessie Buckley che interpreta la moglie di Shakespeare. La pellicola travolge lo spettatore con una storia che pochi conoscono: William Shakespeare e sua moglie Agnes affrontano la morte del piccolo Hamnet a soli 11 anni.
Ambientato nel Cinquecento a Stratford, il film prende ispirazione dal best-seller di Maggie O’Farrell e dona una nuova chiave di lettura alle motivazioni che hanno spinto il grande drammaturgo a scrivere Hamlet. Il lungometraggio, infatti, ripercorre la romantica storia d’amore tra William e sua moglie Agnes Hathaway. Storicamente la donna è conosciuta come Anna, ma l’autrice del romanzo ha scelto di riferirsi a lei come “Agnes”, poiché in epoca elisabettiana i due nomi erano intercambiabili.
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Hamnet, la trama che racconta la tragica perdita di Shakespeare
Nel 1582 William e Agnes si sposano mentre lei è già incinta della prima figlia Susanna. Tre anni dopo, danno alla luce due gemelli: Hamnet e Judith Sadler. Agnes è descritta nel film come una veggente, guaritrice e falconiera. Quello di “vedere cose” è un potere che ha ereditato dalla famiglia, elemento che regala al film un tono ancora più misterioso ed evocativo. Il rapporto dei due viene narrato in maniera passionale e profondamente fisica, la loro famiglia, invece, descritta come allegra e senza pensieri.
L’armonia dei cinque viene spezzata dall’arrivo della peste, che provoca la morte del piccolo Hamnet a soli 11 anni nel 1596. Shakespeare, circa quattro anni dopo la scomparsa del suo unico figlio maschio, scrive Hamlet.
Nonostante non esistano prove che dimostrino il collegamento dei due eventi, alcuni elementi della tragedia scritta dal drammaturgo sembrano creare una connessione. Prima tra tutti, il nome Hamlet, durante quegli anni, era equivalente a quello di Hamnet, facendo così pensare ad un possibile riferimento al piccolo. Inoltre, anche la trama dell’opera affronta il tema della perdita. L’esaurimento di Amleto per la perdita del padre potrebbe rappresentare il dolore provato da Shakespeare.
Chloé Zhao, come il Bardo, aggiunge un elemento che buca lo schermo: il metateatro o “teatro nel teatro”. Questo evento avviene nel terzo atto di Hamlet quando viene inscenato lo spettacolo teatrale richiesto dal principe Amleto sulla morte del padre. La regista ripropone questo escamotage e lo trasporta all’interno del cinema, inserendo una scena teatrale su un palco a Stratford. Un momento emozionante che si trova nel trailer e che vede la stessa Agnes come spettatrice.
Hamnet- nel nome del figlio arriva nelle sale italiane per raccontare un William Shakespeare che raramente conosciamo nelle aule scolastiche. Il film spiega due modi di elaborare il lutto: quello di Agnes, intrappolata tra il materiale e l’immateriale tramite un dolore fisico totalizzante, e quello di William che, secondo la ricostruzione cinematografica, trasporta la sofferenza all’interno di un’opera drammatica senza precedenti.
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