Ieri, alla Festa di Roma, è stato presentato il film Dreams con la regia di Michel Franco che ha per protagonista Jessica Chastain e al suo fianco c’è un giovane attore emergente, che viene dal mondo del ballo ed è messicano, Isaac Hernàndez.
Il film tratta il tema del colonialismo e del rapporto tra Messico e Stati Uniti. Il regista ha detto: “Perché questo argomento mi torna in mente da anni. La relazione tra Messico e Stati Uniti è intima, spesso affettuosa, ma può diventare improvvisamente violenta. E, naturalmente, è quasi sempre il Messico a stare ‘sotto’. Mi interessava raccontare questa dinamica attraverso una storia personale, senza fare un film a tema politico”.
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Dreams, la trama del film presentato alla Festa di Roma
Dreams vede protagonista Fernando, un giovane ballerino messicano che vuole entrare nel mondo della danza nord americana e vorrebbe trasferirsi negli Usa. Ritiene che l’amore per Jennifer, la sua ricca amante, potrebbe aiutarlo a spingerlo in questo mondo. La loro relazione si basa sulla passione ma ben presto si scontrano e vengono fuori tutte le differenze che esistono tra di loro.
Ben presto la coppia troverà ad avere ambizioni diverse e a vedere il proprio futuro in una maniera differente, perché si accorgeranno che i loro due mondi sembrano non coincidere.
Dreams, le parole della regista
La scelta su un attore non professionista, da parte del regista, è stata particolare. A proposito Franco ha detto: “Gli immigrati portano tantissimo ma raramente vengono riconosciuti. Ho voluto che il protagonista fosse un artista per rendere chiaro quanto contribuiamo, e quanto spesso la risposta sia distruzione o rifiuto”.
Questo film che parla di immigrazione e colonialismo arriva in un momento in cui si sta dibattendo tanto su questi temi, soprattutto dopo l’ascesa di Trump. Su ciò il regista ha sottolineato: “Il tema è sempre stato attuale, ma ora è sotto gli occhi di tutti, esasperato. Non ho fatto il film per commentare la politica, ma sicuramente entra in dialogo con quello che stiamo vivendo”.
Michel Franco ha poi spiegato il perché della scelta del titolo che significa “sogni”: “Può essere letto in tanti modi. C’è il ‘sogno americano’, ma anche la falsità di quell’idea: un Paese costruito dagli immigrati che oggi li tratta da criminali”.
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