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David di Donatello, Valeria Bruni Tedeschi: “Cinema italiano messo sotto coperchio dal fascismo e da Berlusconi”

Se n'è andata a mani vuote Valeria Bruni Tedeschi dai David di Donatello, ma sul red carpet ha lanciato un appello per i fondi che mancano e la crisi che vive il cinema

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Ieri lacerimonia dei David di Donatelloè stata una serata anche politica. L’appello da parte di attori, registi e maestranze è stato univoco:in tanti hanno voluto usare quel palco per far sentire la propria voce in un periodo in cui il cinema è in crisi, riceve pochi fondi e in molti sono sotto pagati.

Più di qualcuno ha fatto anche un appello disperato, dicendo, senza paura, che fa fatica ad arrivare a fine mese, a causa degli stipendi miseri. Con l’arte non si mangia, si dice spesso e ieri sera il grido che hanno lanciato tutti si è direzionato verso questo punto.

Valeria Bruni Tedeschi, con l’occasione, sul red carpet, prima di entrare nella sala di Cinecittà, ha detto delle parole molto forti che adesso stanno facendo il giro del web.

David di Donatello, le parole di Valeria Bruni Tedeschi

Sul red carpet, prima di entrare nella sala delle premiazioni dei David di Donatello,Valeria Bruni Tedeschiha detto:“Penso che avremmo potuto essere anche noi là a protestare. Avremmo potuto anche reagire diversamente a questo periodo”.

Quindi ha poi citato il movimento che in questi giorni ha sottoscritto una lettera:“Attori, registi, produttori o tecnici lanciano un allarme perché il cinema, se non c’è molta intelligenza, oggi può essere anche in pericolo. Il cinema è fragile.Ci sono stati lunghi periodi nella storia in cui il cinema italiano è stato quasi messo sotto un coperchio dai regimi come quello fascista o da Berlusconi, e perciò è molto pericoloso questo“.

David di Donatello, l’appello della maestranze

Sono stati diversi gli appelli da parte delle maestranze che sul palco hanno fatto un appello sentito. In particolare, i registi del docufilm dedicato aRossellinihanno detto:“Noi ci contavamo tanto in quel contributo del ministero, mai arrivata una lira, siamo pieni di debiti. Rossellini se n’è andato senza una lira e pieno di debiti e tante idee in testa.Siamo felici ma siamo preoccupati per il futuro del cinema italiano, ci auguriamo che nuove regole servano a tutelare la libertà di chi fa cinema”.

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