Scorsese, Coppola e altri registi fanno un appello a Mattarella: “Salviamo i cinema di Roma”

Martin Scorsese, Jane Campion, Francis Ford Coppola, Wes Anderson e Ari Aster hanno scritto una lettera aperta al Corriere della sera per non far chiudere i cinema a Roma

3 Min di lettura

La nuova legge della Regione Lazio permette di riconvertire, con facilità, i cinema caduti in disuso in supermercati o centri commerciali.Ciò ha creato una mobilitazione sia da parte di attori, registi e sceneggiatori italiani, ma anche di alcune importanti star americane che hanno fatto la storia del cinema.

Con una lettera pubblicata dalCorriere della sera,Martin Scorsese, Jane Campion, Francis Ford Coppola, Wes Anderson e Ari Asterhanno chiesto apertamente alpresidente Mattarella e al presidente del consiglio Melonidi intervenire affinché “non vengano aboliti i templi della cultura“.

Questa decisione pare che abbia sconvolto molti volti noti del cinema, anche stranieri, tanto da decidere di muoversi e fare una raccolta firme che possa raccogliere il dissenso che c’è per questa scelta politica.La richiesta è quella di ristrutturare i vecchi cinemaper “ricreare templi per la diffusione della cultura“.

La lettera dei grandi registi del cinema

In riferimento alla situazione attuale di Roma,è assolutamente chiaro che il tentativo di riconvertire spazi destinati al possibile rinascimento culturale della città eterna in hotel, centri commerciali e supermercati è del tutto inaccettabile“, scrivonoi grandi registi americaninella lettera destinata alle autorità italiane.

Tale trasformazione rappresenterebbe una perdita irreparabile: un profondo sacrilegio non solo per la ricca storia della città, ma anche per il patrimonio culturale da lasciare alle future generazioni“, si legge ancora.

Invitiamo i nostri colleghi di tutto il mondo, direttori di festival e tutti gli operatori culturali a firmare questa letteraper salvare l’ultima possibilità di redenzione di una delle città culturali e artistiche più importanti al mondo“, hanno sottolineato iregistichiedendo il coinvolgimento da parte dei tanti colleghi.

La mobilitazione da parte dei personaggi italiani per non far scomparire i cinema

Il tutto è partito da una mobilitazione interna: sono stati molti gli attori, i registi e gli sceneggiatori italiani che si sono opposti alla decisione presa dalla Regione Lazio. Tra questi:Paola Cortellesi, Pierfrancesco Favino, Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino, Riccardo Milani, Matteo Garrone, Francesca Comencini, Marco Bellocchio; per un totale di5000 personaggi del mondo del cinema.

Iregistihanno quindi indirizzato la loro lettera alle cariche più alte dello Stato: “Questa lettera è indirizzata anche personalmenteal presidente Sergio Mattarella e al primo ministro Giorgia Meloni,per impedire qualsiasi conversione degli spazi culturali di Roma. È nostro dovere trasformare queste ‘cattedrali nel deserto’ abbandonate in veri templi della cultura, luoghi capaci di nutrire le anime sia delle generazioni presenti che di quelle future“.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.