La 79ª edizione del Festival di Cannes si avvia verso il gran finale e sulla Croisette è già tempo di pronostici.Inun’annata segnata dalla quasi totale assenza di Hollywood e dal ritorno in grande stile del cinema d’autoreeuropeo e asiatico, sono cinque i titoli che sembrano aver conquistato critica e giuria nella corsa alla Palma d’Oro:Fatherland, Minotaur, Coward, All of a Sudden e The Black Ball.
A guidare la giuria è il regista sudcoreano Park Chan-wook, chiamato a decretare il vincitore di un’edizione che molti osservatori hanno definito raffinata, politica e profondamente intimista.Tra i favoriti spiccaFatherlanddel regista polacco Paweł Pawlikowski,già autore di opere acclamate comeIdaeCold War.
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Girato in bianco e nero, il film racconta il ritorno dello scrittore Thomas Mann nella Germania devastata del dopoguerra insieme alla figlia Erika.Un viaggio fisico e morale attraverso un Paese ancora segnato dalle macerie della guerrae dalle divisioni ideologiche della Guerra Fredda. La pellicola, interpretata da Sandra Hüller, è considerata da molti critici il titolo più solido del concorso.
La corsa del cinema asiatico
Grande attenzione anche perMinotaurdel russo Andrey Zvyagintsev,un’opera cupa e feroce sulla Russia contemporanea,tra oligarchi, violenza e traumi post-bellici. Secondo diversi osservatori internazionali potrebbe essere proprio questo il film destinato alla Palma d’Oro.
Sul fronte asiatico convinceAll of a Suddendel giapponese Ryūsuke Hamaguchi,che affronta temi come capitalismo, declino demografico e fine vita attraverso il rapporto tra due intellettuali interpretati da Virginie Efira e Tao Okamoto. Un film filosofico e malinconico che ha conquistato la critica internazionale.
Tra le sorprese del festival figura inveceThe Black Ball,opera del duo spagnolo Javier Ambrossi e Javier Calvo, noti come “Los Javis”.Il film, applaudito per ben 16 minuti alla première, intreccia memoria queer,melodramma e riferimenti alla Spagna post-franchista. Un lavoro visivamente potente che ha acceso l’entusiasmo della stampa giovane e internazionale.
Tra grandi nomi e grandi film
Molto discusso ancheCowarddel belga Lukas Dhont, consideratouno dei film più emotivamente devastanti della competizione.Ambientato durante la Prima guerra mondiale, intreccia il dramma del conflitto con una storia d’amore omosessuale, affrontando temi identitari e storici con grande intensità narrativa.
Fuori dalla corsa principale, maancora protagonista assoluto della Croisette, resta Pedro AlmodóvarconAmarga Navidad,film introspettivo e malinconico che potrebbe ottenere un riconoscimento speciale dalla giuria. Per quanto riguarda le interpretazioni,il nome più quotato per il premio come miglior attore è quello di Javier BardemperEl ser querido, mentre tra le attrici favorite emergono ancora Sandra Hüller, Virginie Efira e Scarlett Johansson.
In attesa del verdetto finale,Cannes 2026 conferma una tendenza sempre più evidente: il grande cinema internazionale torna a privilegiare storie intime,politiche e identitarie, lasciando ai blockbuster hollywoodiani uno spazio marginale. Una scelta che divide il pubblico, ma che restituisce al festival francese il ruolo di tempio mondiale del cinema d’autore.
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