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Target Fegato 2025: nuove sfide, emergenza alcol e progressi nelle cure epatiche

Il congresso ha delineato l'evoluzione delle patologie del fegato in Italia, tra crescente impatto dell'alcol, nuovi approcci terapeutici e innovazioni decisive per tumori e malattie autoimmuni

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Si è chiusa oggi, presso il The Hive Hotel di Roma, la nuova edizione diTarget Fegato 2025 – Innovazione terapeutica e approccio integrato alle malattie del fegato, il grande appuntamento nazionale promosso dall’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini. L’evento, realizzato da Strategie Comunicazione Srl e guidato scientificamente dal Prof. Adriano Pellicelli e dal Prof. Giuseppe M. Ettorre, ha riunito oltre cento esperti provenienti da tutta la Penisola per fare il punto sulle trasformazioni più recenti dell’epatologia, dalle terapie emergenti per il carcinoma epatico alle patologie autoimmuni, passando per l’impatto crescente dell’alcol sulle persone più giovani.

La giornata si è aperta con unalectiodella Rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, che ha messo in luce illegame essenziale tra didattica universitaria e assistenza clinica. Subito dopo, il Direttore Generale Angelo Aliquò ha richiamato l’importanza del dialogo tra ricerca e pratica medica, sottolineando come spazi di confronto come questo favoriscano illavoro multidisciplinaree restituiscano centralità alle competenze.

Target Fegato 2025: le nuove priorità nella cura delle malattie epatiche

Il Prof. Pellicelli ha evidenziato come l’incontro abbia permesso di approfondire iprincipali problemi epaticiche oggi gravano sulla popolazione italiana, tra cui la malattia dismetabolica e il crescente peso dell’epatopatia alcolica, sempre più diffusa anche tra i ragazzi. Il Prof. Ettorre ha ribadito l’utilità di una collaborazione trasversale tra specialisti, considerandola cruciale permigliorare la sopravvivenza e la qualità di vitadei pazienti con tumori epatici, cirrosi o malattie biliari.

Un capitolo centrale della discussione è statol’aumento dei ricoveri legati all’alcol. Al San Camillo, queste patologie rappresentano ormai oltre il 40% dei pazienti della UOC Malattie del Fegato e mostrano un abbassamento progressivo dell’età dei soggetti colpiti: gli under 50 sono aumentati in modo significativo, raggiungendo oltre il 22% nel 2025, mentre nella fascia 20-30 anni si registra unincremento delle epatiti acute alcolicherispetto al periodo pre-pandemico. Anche i trapianti confermano questo scenario, con la quota di interventi dovuti all’alcol raddoppiata in pochi anni fino ad arrivare, nel 2024, aquasi la metà del totale.

Secondo Pellicelli, glieffetti psicologici e sociali della pandemiahanno probabilmente favorito un consumo più disordinato di alcol, contribuendo al boom del binge drinking e all’aumento di cirrosi e tumori alcol-correlati. Ettorre ha sottolineato che sempre più giovani arrivano al Centro Trapianti con condizioni gravi legate a comportamenti a rischio, e che il San Camillo ha ormaisuperato i 100 trapianti annui.

Target Fegato
Target Fegato 2025

Durante il congresso ampio spazio è stato dedicato anche alletecniche più innovative per affrontare il tumore primitivo del fegato, una neoplasia strettamente associata alla cirrosi. Grazie a immunoterapia, radiologia interventistica, farmaci sistemici e integrazione con il trapianto, oggi è possibile offrire percorsi di cura personalizzati e molto più efficaci. Il Dott. Carlo Garufi ha ricordato come la complessità dei dati imponga diadattare le terapie al singolo paziente e non a schemi rigidi.

Uno dei temi più rivoluzionari affrontati è stato ildownstaging, illustrato dal Dott. Valerio Giannelli: una strategia che consente di riportare tumori inizialmente fuori dai criteri di trapianto in condizioni operabili o trapiantabili. Grazie alla radioembolizzazione, la Liver Unit del San Camillo ha ottenutorisultati significativi, con il 25% dei pazienti inizialmente esclusi che sono tornati candidabili al trapianto.

Infine, attenzione anche allacolangite biliare primitiva, malattia autoimmune in crescita soprattutto nel sesso femminile. Negli ultimi tre anni i casi sonoaumentati in modo evidente, passando dal 10% al 22% delle biopsie effettuate. La novità terapeutica più rilevante è l’introduzione di Elafibranor, attivo come inibitore del PPAR e disponibile solo nei centri qualificati; presto potrebbe unirsi anche Seladelpar, recentemente approvato negli Stati Uniti.

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