“Aprite finalmente le finestre del castello dove siamo arroccati perfar entrare il vento della vita“. È citandoAldo Moroche Teresa Petrangolini, Direttore Patient Advocacy Lab di ALTEMS (Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari) apre il convegno “Innovazione e sostenibilità del Sistema sanitario nazionale: il valore della partecipazione“, organizzato dal SenatoreGuido Quintino Liris(FdI)presso ilSenato della Repubblica.
La frase introduce il tema centrale dell’evento, ovvero la necessità diprendere in considerazione le condizioni e l’esperienza dei pazienti per migliorare il SSNed andare verso un modello disanità partecipatache non sia un mero abbellimento del sistema, ma una riforma che portiefficienza e soliditàal Paese tutto.
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Sanità partecipata, Bellantone: “Medicina sia umanizzata”
La trasformazione dei sistemi sanitari contemporanei richiede modelli di governance in grado di rispondere a bisogni di salute sempre piùcomplessi, personalizzati e diversificati. In questo delicato quadro,la sanità partecipata si configura come un paradigma strategico: un approccio grazie al quale cittadini, pazienti e caregiver non sono destinatari passivi dei servizi, maattori coinvolti in modo strutturale nella programmazione e valutazione della cura. Grazie alla loro esperienza e conoscenza, dunque,essi contribuiscono in modo attivo alle decisioni sulla salute individuale e collettiva.
In questo senso,Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, dichiara che “l’efficienza di un sistema sanitario non si misura solo dalla capacità di curare, ma dallacapacità di prendersi cura dei pazienti“, di farli sentire visti ed ascoltati. Ai nostri microfoni, il professore ha spiegato meglio questo concetto, precisando che solo “l’umanizzazione della medicina, una medicina sartoriale adattata alla singola persona che soffre, è l’unica che ci permette di renderci conto che davanti abbiamo un essere umano e non una malattia“.
Bellantone: “Coordinamento tra le varie realtà della sanità è fondamentale”
Bellantone si fa interprete di una visione di sanità partecipata come approccio sistemico, comeunione di intenti tra portatori di interesse, che permetta a questi ultimi di essere attori privilegiati del sistema e titolari diistanze concrete. Tuttavia, sottolinea il presidente dell’ISS, ciò è possibile solamente tramite uno stretto “coordinamentotra medicina ospedaliera e territoriale, le associazioni dei pazienti, le regioni e il ministero della Salute“.
In questa cornice, il SSN è inteso come un vero e propriobene comune, un sistema nel quale, come dichiaraFederico Chinni, general manager di UCB Pharma,l’innovazione viene collegata ai bisogni reali delle persone. L’obiettivo è dunque quello diportare i pazienti ai tavoli delle decisionie aiutarli ad esprimere la loro esperienza perché i loro suggerimenti sono fondamentali per migliorare il sistema.
L’attuale instabile contesto geopolitico ci presenta ogni giorno situazioni di incertezza e tutto si trasforma in un istante. La sfida che si impone è quella dicostruire certezzee il lavoro del governo è orientato a far sì chela sanità partecipata sia una di queste.
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