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Milano, al San Raffaele scambio di provette: embrione impiantato alla donna sbagliata

L’ospedale spiega che “in collaborazione con Ats e Centro nazionale trapianti (Cnt) già da 2 settimane sono state avviate le opportune ispezioni”. Inoltre la struttura sanitaria dichiara che “l’episodio è già stato riconosciuto come errore umano” ed esprime “profondo rammarico” e vicinanza alle coppie coinvolte per quanto accaduto

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Un “errore umano” che ha portato all’impianto di unembrione alla donna sbagliata. È quanto avvenuto circa due settimane fa al San Raffaele di Milano, la notizia però è stata diramata solo oggi daLa Repubblica. Secondo quanto emerso, lo scambio sarebbe avvenuto per “una errata interpretazione della sequenza delle pazienti sul programma operativo”, dunque due provette sarebbero state scambiate durante il trasferimento di un embrione al Centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale milanese.

Dopo l’incidente medico la Regione Lombardia e il ministero della Saliute hanno deciso difermare per 15 giorni il laboratorio di Embriologia del Centro. Al centro di questo errore ci sono due coppie: la donna alla quale era stato impostato l’embrione sbagliato e il compagno sono stati subito informati e, stando alla relazione del nosocomio citata dal quotidiano, la coppia ha acconsentito “aprocedere a una aspirazione endometrialeper ridurre, per quanto ragionevolmente possibile, il rischio di prosecuzione del processo di impianto”. Invece l’altra coppia coinvolta non è stata avvertita subito per evitare stress, perché il giorno dopo alla donna era stato impiantato un altro embrione, corretto.

La risposta del San Raffaele di Milano: “Già prese misure per evitare altri casi”

Dopo la diramazione della notizia, l’ospedale ha sottolineato che “in collaborazione con Ats e Centro nazionale trapianti (Cnt) già da 2 settimane fa sono state avviate leopportune ispezioni, valutazione e sono già state attuate tutte le misure correttive utili a prevenite il ripetersi di episodi analoghi”. Inoltre è stato specificato che “tale rischio è riportato in letteraturacome 1 caso ogni 10.000-12.000 cicli di Pma. Le analisi attualmente in corso sono finalizzate anche a valutare e introdurre ogni ulteriore misura necessaria a rafforzare le procedure di identificazione, controllo e tracciabilità lungo l’intero percorso”.

La struttura sanitaria poi puntualizza che il Centro di Medicina della riproduzione del San Raffaele “rappresenta una realtà ad alta specializzazione dedicata alla diagnosi e al trattamento delle diverse cause di infertilità di coppia. Ogni anno vengono seguite oltre 1.000 coppie nei percorsi di fecondazione in vitro omologa e quasi 200 coppie nei percorsi di fecondazione eterologa”. Poi tramite una nota l’ospedale ha espresso “profondo rammarico per quanto accadutoe, fin dal momento in cui l’evento è stato rilevato, ha attivato tutte le procedure previste”.

Nel comunicato si legge che “l’episodio ègià stato riconosciuto come errore umanoverificatosi nell’ambito dell’applicazione di tali procedure”; la nota si conclude: “L’ospedale sta garantendo alle coppie direttamente coinvolte la massima assistenza e disponibilità, e continuerà a fornire tutte le informazioni necessarie con trasparenza e tempestività”.

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