La sanità italiana guarda al futuro e punta tutto sul digitale. Alla Sapienza, davanti al ministro Orazio Schillaci, le quattro Fondazioni del Piano Nazionale Complementare hanno presentato risultati e tecnologie che promettono di rivoluzionare diagnosi, terapie e riabilitazione. Dall’IA ai gemelli digitali, dalla robotica alla prevenzione predittiva: la sfida è trasformare la ricerca in strumenti concreti per medici e pazienti.
- D34Health: gemelli digitali e intelligenza artificiale per la medicina del futuro
- DARE: la prevenzione diventa un percorso digitale lungo tutta la vita
- ANTHEM: 51 milioni in tecnologie avanzate e il primo centro italiano BNCT
- Fit4MedRob: la biorobotica che cambia la riabilitazione in Italia
- Sanità digitale, sostenibilità e governance: la sfida che unisce ricerca e istituzioni
L’Aula Magna del Rettorato della Sapienza Università di Roma ha ospitato l’incontro “Salute 5.0 e Ricerca. Le Iniziative del Piano Nazionale Complementare al servizio del Futuro Digitale della Sanità”, un appuntamento che ha riunito accademia, istituzioni, mondo clinico e ricerca per tracciare le nuove direttrici della sanità digitale.
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Presenti la Rettrice Antonella Polimeni e il Ministro della Salute Orazio Schillaci, insieme ai rappresentanti delle quattro Fondazioni nate nell’ambito del Piano Nazionale Complementare (PNC): D34Health, DARE, ANTHEM e Fit4MedRob. Un network scientifico che coinvolge centinaia di ricercatori, decine di università, IRCCS, aziende sanitarie, imprese e laboratori, con l’obiettivo comune di trasformare il Servizio sanitario nazionale attraverso innovazione, predittività e sostenibilità.
D34Health: gemelli digitali e intelligenza artificiale per la medicina del futuro
La Fondazione D34Health ha illustrato una visione che integra gemelli digitali e biologici, sensoristica avanzata, scienze omiche e modelli di IA per sviluppare nuovi strumenti di diagnosi e terapia.
Oltre 400 ricercatori, 8 università e 11 strutture sanitarie collaborano a una rete infrastrutturale che unisce laboratori di imaging, medicina computazionale e genomica, fino ai centri specializzati nella creazione di organ-on-chip.
“Il nostro obiettivo – ha dichiarato la presidente Maria Sabrina Sarto – è costruire una medicina più predittiva e personalizzata, capace di integrare dati e tecnologie avanzate. I nostri modelli di digital e biological twin riguardano alcune delle patologie più rilevanti per il SSN, dal cancro al diabete alla sclerosi multipla”.
DARE: la prevenzione diventa un percorso digitale lungo tutta la vita
La Fondazione DARE (Digital Lifelong Prevention) ha portato al centro dell’evento l’idea di una prevenzione continua, personalizzata e sostenuta da dati clinici, ambientali, genetici e comportamentali.
Con oltre 50 partner e 70 progetti pilota attivi in cinque regioni italiane, DARE coinvolge dati relativi a più di 2,5 milioni di cittadini. L’obiettivo: trasformare la prevenzione in un bene comune e accessibile.
Per il presidente Lorenzo Chiari, la sfida è culturale e politica oltre che tecnologica:
“Innovare senza perdere il controllo pubblico della prevenzione è essenziale. La salute è un bene collettivo e richiede strumenti etici, giuridici e finanziari adeguati. L’Italia può diventare un modello europeo nel digital health”.
ANTHEM: 51 milioni in tecnologie avanzate e il primo centro italiano BNCT
La Fondazione ANTHEM si muove nel campo della medicina di precisione e della ricerca traslazionale. Con 28 progetti pilota, oltre 300 ricercatori e 30 partner, la Fondazione punta a trasformare i risultati scientifici in strumenti clinici rapidi da adottare.
Il fiore all’occhiello è la creazione a Caserta del primo centro in Italia – e unico in Europa – dedicato alla BNCT (Boron Neutron Capture Therapy), una tecnologia innovativa per i tumori resistenti alle terapie convenzionali. Finora il programma ha già generato 6 brevetti e oltre 330 pubblicazioni.
“L’impatto sul sistema Paese è misurabile – ha dichiarato il presidente Stefano Paleari – e dimostra che quanto avviato con il PNC può proseguire ben oltre il 2026″.
Fit4MedRob: la biorobotica che cambia la riabilitazione in Italia
La quarta Fondazione, Fit4MedRob, si concentra sulla robotica riabilitativa e sull’assistenza a persone con difficoltà motorie, cognitive o sensoriali. Con 20 trial clinici su robot commerciali, più di 2.000 pazienti coinvolti e oltre 50 trial sperimentali su dispositivi prototipali, Fit4MedRob mira a costruire una nuova generazione di tecnologie per la riabilitazione.
Sono già attive 40 palestre robotiche in tutta Italia, operative per pazienti con ictus, Parkinson, sclerosi multipla, traumi cerebrali, patologie neuromuscolari e molte altre condizioni.
“Il nostro obiettivo – ha spiegato il presidente Emilio Fortunato Campana – è rendere la riabilitazione biorobotica un diritto accessibile a tutti, creando parallelamente un quadro normativo che ne faciliti l’adozione nel SSN”.
Sanità digitale, sostenibilità e governance: la sfida che unisce ricerca e istituzioni
Nel corso dei lavori, ricercatori e clinici hanno discusso temi cruciali, come le tecnologie abilitanti e IA, la sostenibilità economica del sistema sanitario, la medicina di precisione, e infine questioni etiche e normative della digital health.
L’evento ha confermato il ruolo strategico dell’Italia nella costruzione di una sanità più intelligente e interoperabile, capace di coniugare innovazione scientifica e impatto sociale.
Il messaggio finale è chiaro: la salute del futuro si costruisce oggi, attraverso un ecosistema collaborativo in cui ricerca pubblica, istituzioni e mondo produttivo lavorano insieme per portare le tecnologie avanzate direttamente nella vita dei cittadini.
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