“La tecnologia ci aiuterà sempre di più, mal’esperienza del chirurgo resterà centrale. Innovare senza perdere l’esperienza costruita negli anni”.PerPatrizia Schiavon,presidente AICEFF,è questa la sfida della nuova rinoplastica, una disciplina che oggi guarda sempre più verso intelligenza artificiale, simulazioni 3D e tecnologie di precisione, senza però rinunciare al valore della formazione e degli anni di sacrifici e dell’esperienza maturata negli anni in sala operatoria.
Temi che saranno al centro del26° Congresso Nazionale AICEFF, in programma dal 7 al 9 maggio all’IRCCS Ospedale San Raffaele. Un appuntamento che riunirà specialisti italiani e internazionali per discutere delle nuove frontiere della chirurgia del naso, tra innovazione tecnologica, sicurezza dei pazienti e tecniche sempre più avanzate.
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Larinoplastica, infatti,si evolvee cambia volto. Sempre più tecnologia, simulazioni 3D, intelligenza artificiale e strumenti di precisione stanno innovando e trasformando uno degli interventi più delicati e complessi della chirurgia del viso. Ma per gli specialisti il punto resta uno:innovare, sì, senza però perdere quel patrimonio di esperienzache continua a fare la differenza tra tecnica e visione chirurgica.

“La rinoplastica parte da basi solide, da quella che definiamo un’antica nobiltà della chirurgia– spiega la presidente Patrizia Schiavon –ma oggi dobbiamo anche rinnovarci continuamente, accettare le nuove tecnologie e avere la capacità di applicarle concretamente alla rinoplastica”.
Il congresso riuniràspecialisti provenienti da tutta Italia e dall’estero, con sessioni dedicate alla preservation rhinoplasty, alla chirurgia di revisione, agli innesti costali, alle tecniche piezoelettriche e alla medicina estetica integrata. Nel programma figurano nomi di riferimento del settore comeMario Bussi, Enrico Robotti, Abdülkadir Göksele numerosi specialisti italiani della chirurgia plastica e otorinolaringoiatrica.
Tra i protagonisti anche ildottorGiovanni Schiavone, ideatore dell’ambulatorio di rinoplastica in ospedale all’ospedale IDI di Roma, che modererà una delle sessioni dedicate agli strumenti in rinoplastica e interverrà sul tema dell’importanza dell’involucro cutaneo e sottocutaneo nelladefinizione della nuova forma del naso dopo l’intervento.
Uno dei temi più attesi sarà quello dell’impatto dell’intelligenza artificiale nella chirurgia estetica. Secondo la presidente Schiavon,l’IAnon sostituirà il chirurgo ma potrà diventare unostrumento fondamentalenellapianificazione degli interventie nellagestione delle aspettativedei pazienti.
“Noi ci occupiamo di rinoplastica, che ha certamente una componente tecnica ma anche una componente emozionale molto importante, perché entra nella vita della persona e nella sua qualità della vita –sottolinea la presidente AICEFF– l’intelligenza artificialeaiuterà soprattutto nelle simulazioni e nella previsione dei risultati,migliorando la progettazione dell’intervento”.
Accanto all’innovazione, però, il congresso accenderà i riflettori anche su un tema sempre più delicato: lasicurezza. Negli ultimi anni il boom di trattamenti low cost e di strutture non adeguatamente attrezzate ha alimentato preoccupazioni all’interno della comunità scientifica.
“Una rinoplastica non è un intervento minore– avverte Schiavon –va eseguita in strutture protette, con tutti gli strumenti necessari per intervenire in sicurezza, sia in anestesia locale sia generale. Deve essere affrontata con lestesse garanzie di qualsiasi altro intervento chirurgico”.
Un messaggio che arriva in un momento in cui i social media contribuiscono spesso a banalizzare la chirurgia estetica, alimentando aspettative irrealistiche soprattutto nei più giovani.
“Isocial tendono a semplificare e banalizzare questo intervento– osserva la presidente AICEFF –per questo il ruolo delle società scientifiche è ancora più importante:dobbiamo essere un punto di riferimentoserio, fissare standard elevati e tutelare sia i pazienti sia i chirurghi”.
Non a caso uno degli aspetti su cui AICEFF insiste maggiormente è la formazione delle nuove generazioni di specialisti. Ed è proprio questo, racconta Schiavon, il motivo di maggiore orgoglio personale.
“Siamo una piccola società scientifica, ma con valori di confronto molto forti.Insegniamo ai giovanie vediamo una partecipazione crescente delle nuove generazioni– conclude Schiavon –questoci rende particolarmente orgogliosi”.
Il congresso riuniràspecialisti provenienti da tutta Italia e dall’estero, con sessioni dedicate alla preservation rhinoplasty, alla chirurgia di revisione, agli innesti costali, alle tecniche piezoelettriche e alla medicina estetica integrata. Nel programma figurano nomi di riferimento del settore comeMario Bussi, Enrico Robotti, Abdülkadir Göksele numerosi specialisti italiani della chirurgia plastica e otorinolaringoiatrica.
Tra i protagonisti del congresso ancheGiovanni Schiavone,ideatore dell’ambulatorio di rinoplastica in ospedale presso l’IDI IRCCS, che modererà una delle sessioni dedicate agli strumenti in rinoplastica e interverrà sul tema dell’importanza dell’involucro cutaneo e sottocutaneo nel definire la nuova forma del nasodopo l’intervento chirurgico.
Ascoltato ai nostri microfoni, Schiavone ha inoltre posto l’attenzione sultema della sicurezza e sulla necessità di riportare la rinoplastica all’interno di un percorso medico serio e consapevole.“Negli ultimi anni si è diffusa l’idea che possa essere un intervento semplice o quasi standardizzato, ma non è così– osserva –ogni naso ha caratteristiche anatomiche diverse e ogni paziente ha esigenze differenti. Per questo servono studio, pianificazione e soprattutto unrapporto di fiducia tra chirurgo e paziente”.
Il congresso milanese si conferma così un appuntamento scientifico di alto livello, ma anche un momento di riflessione su come la chirurgia del volto si stia trasformando profondamente: sempre più orientata verso il futuro, sempre più aperta all’innovazione tecnologica e agli strumenti dell’intelligenza artificiale, senza però rinunciare ai pilastri che continuano a fare la differenza in sala operatoria,esperienza, formazione e competenza dei professionisti.
Ma soprattutto senza perdere quell’aspetto umano che resta centrale nel rapporto tra chirurgo e paziente. Perché nella rinoplastica non esiste soltanto la tecnica: esistel’empatia, la fiducia, la capacità di comprendere aspettative, fragilità ed emozioni della persona che si affida al medico.
Anche nella medicina del futuro, infatti, una certezza resta immutabile:la tecnologiapuò supportare il chirurgo, migliorare la progettazione degli interventi e affinare gli strumenti, manon potrà mai sostituire l’esperienza, il giudizio umanoe quella sensibilità maturata in anni di sala operatoria.
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