E’ tornata liberaCarla Zambelli, ex deputata brasiliana, che era stata arrestata il 29 luglio scorso a Roma, su richiesta del Brasile,per l’hackeraggio del sistema informatico del Consiglio nazionale di giustiziadel Paese Sudamericano, su richiesta di Bolsonaro.
Il legale Sammarco ha raccontato comeZambelliha preso tale decisione, dopo quasi dieci mesi di detenzione e, secondo lui, ciò conferma quanto l’Italia sia un Paese garantista:“Ieri sera quando ha lasciato il carcere era contenta e sollevata dopo quasi dieci mesi di detenzione. Il punto vero di questa vicenda è che ha funzionato quella che è la ‘barriera’ della giurisdizione.L’Italia può fare gli accordi che vuole ma quando si tratta di esseri umani devono essere rispettate le garanzie fondamentali e se lo Stato richiedente non le rispetta l’Italia non può consegnare.E questo lo decide la giurisdizione che vigila sulle garanzie”.
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Carla Zambelliha definito su X questa liberazione come “una vittoria consacrata a Dio”.Poi ha aggiunto:“Sono già fuori,ho lottato contro un sistema difficilissimo, ma tutti in prigione sapevano che sarei uscita“.
L’arresto e l’accusa su Carla Zambelli
Lo scorso marzo la Corte d’Appello di Roma si era espressaa favore dell’estradizione in BrasilediCarla Zambelli, ex deputata bolsonaristacondannata nel maggio 2025 per averhackerato il sistema informaticodel Consiglio nazionale di giustizia brasiliano.
Zambelli, che possiede anche la cittadinanza italiana, era atterrata a Fiumicino poche ore prima che il suo nome comparisse nella lista dei ricercati Interpol, probabilmente nel tentativo di sfuggire dalla giustizia brasiliana.Il 29 luglio era stata arrestata a Roma ed era stata portata nel carcere diRebibbia.
La doppia cittadinanza ha complicato l’iter giudiziario, ma la Corte aveva ritenuto legittima la richiesta del Brasile. I suoi avvocati, Pieremilio Sammarco e Angelo Alessandro, avevano poi presentato ricorso in Cassazione. La giustizia italiana ha quindi deciso di non estradareCarla Zambelli che, ad oggi, è tornata libera.
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