Ilreferendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzoha sì fatto registrare una grande partecipazione popolare, ma ha altresì messo in luce un problema drammaticamente presente in Italia:la mancanza del voto fuorisede, ovvero della possibilità per studenti e lavoratori di prendere parte alle tornate elettorali nel comune di domicilio temporaneo. Da normativa, infatti,nel nostro Paese si può votare solamente nel proprio comune di residenza, ma non sempre chi è lontano da casa riesce ad affrontare lunghi e costosi viaggi per tornarci.
Se è infatti vero chesono state fatte sperimentazioni in occasione delle elezioni europee del 2024 e dei referendum abrogativi del 2025, non esiste ancora una legge organica sul voto fuorisedee la questione, dibattuta ormai da anni, resta irrisolta, evidenziando le difficoltà di garantire pienamente il diritto di partecipazione politica a chi vive lontano dalla propria residenza abituale.
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Voto fuorisede, una misura che serve a 4.9 milioni di elettori
Per voto fuorisede si intende quel meccanismo che permette a un elettore di votare in un seggio diverso da quello del proprio comune di residenza. Si tratta di una possibilità cruciale per chi è costretto a spostarsi per motivi di studio, lavoro o cure mediche e non può affrontare lunghi e costosi viaggi per tornare a casa il giorno delle elezioni.
Secondo le stime disponibili,in Italia vivono circa 4.9 milioni di elettori fuorisede, pari al 10,5% del corpo elettorale. Il numero comprende tuttavia solo le persone censite in modo chiaro per studio, lavoro o cura, dunqueil dato reale potrebbe essere molto più alto, giacché il concetto di fuorisede si estende a chiunque si trovi lontano dalla propria residenza il giorno del voto, dai camionisti ai lavoratori stagionali, fino a chi è in vacanza.
Voto fuorisede, l’Italia è l’unico grande paese europeo a non prevederlo
L’Italia è l’unico grande paese dell’Unione europea a non prevedere una forma strutturale di voto per i fuorisede. Gli unici altri Stati membri nella stessa condizione sono Malta e Cipro, due piccole isole che non hanno in verità un vero bisogno pratico di tale sistema. Nel resto d’Europa le soluzioni sono molteplici: in Spagna, Germania, Austria, Irlanda, Polonia e Slovenia si puòvotare per corrispondenza, mentre in Francia, Belgio e Paesi Bassi è attivoil voto per delega.
Da parte sua l’Estonia ha introdotto per prima al mondo il voto elettronico: basta un computer e un documento d’identità valido, e circaun terzo degli estoni vota ormai online. In Italia l’unica opzione è il viaggio verso il proprio comune di residenza, un ostacolo che, tra costi e complessità degli spostamenti, contribuisce a far aumentare i tassi di astensionismo,soprattutto nelle regioni meridionali, da cui proviene oltre un terzo dei fuorisede.
Voto fuorisede, le proposte di legge
Il vero problema è dunque che in Italia non esiste una legge definitiva sul voto fuorisede. Le sperimentazioni del 2024 e del 2025 (per le elezioni europee e le consultazioni referendarie e amministrative del 2025 ndr) sono state rese possibili da norme ad hoc presenti nei decreti che regolavano le singole elezioni. Una volta conclusa la tornata elettorale, infatti,le disposizioni sono cadute e bisognava approvarle nuovamente, cosa che non è stata fatta per il referendum sulla riforma Nordio.
Per provare a cambiare la cose, nel luglio del 2023 la Camera aveva approvato una proposta di legge a firma della deputata del Partito democraticoMarianna Madia, che mirava a rendere strutturale il diritto di voto nel comune di domicilio. Tuttavia,la maggioranza di centrodestra aveva trasformato il testo in una legge delega, la quale era poi approdata in Senato, dove si è impantanata nel febbraio del 2024.
Recentemente, il tema è tornato al centro del dibattito, con la presentazione a Palazzo Madama di undisegno di legge di iniziativa popolare promosso daThe Good lobby,Will Mediae dallaRete Voto fuorisede. Esso consiste in una legge delega con cui i promotori chiedono al governo distabilire le modalità in base alle quali i fuorisede possono votare in un comune diverso da quello di residenza. Al momento il testo è stato assegnata alla Commissione Affari costituzionali del Senato, ma il suo esame non è ancora iniziato. Non è quindi ancora certo che i milioni di elettori fuorisede in Italia potranno partecipare al volo alle prossime elezioni, previste nel 2027.
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