Violenza nelle scuole, Valditara: ‘Serve divieto di uso dei social fino ai 15 anni’

Il titolare di Viale Trastevere è convinto che i recenti casi di aggressione di professori da parte degli alunni siano in larga parte attribuibili ad un uso smodato delle piattaforme. Per questo, oltre all'intervento legislativo evocato, Valditara chiede collaborazione da parte dei genitori, i quali dovrebbero evitare di regalare il cellulare ai bambini, strumento che può contribuire al loro isolamento, ma soprattutto a farli incappare in siti pericolosi

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Il ministro dell’IstruzioneGiuseppe Valditaraè intervenuto nel corso della trasmissione “Diario del giorno” su Rete 4 per parlare del tema dellaviolenza nelle scuole, auspicando che il Parlamento approvi quanto prima la proposta di legge chevieta l’utilizzo dei social fino ai 15 anni. Per il titolare di Viale Trastevere, infatti, i recenti casi di aggressione di professori da parte degli alunni sono in larga parte attribuibiliad un uso smodato delle piattaforme.

Violenza nelle scuola, Valditara: “Ragazzi plagiati da chat sul web”

Non ci sono soltanto i casi dibullismo e di aggressioni, ci sono anche i casi di autolesionismo, persino disuicidi“, ha aggiunto Valditara, che poi si è concentrato sull’episodio avvenutoieri in una scuola media di San Vito Lo Capo, dove uno studente di 11 anni ha tentato diaccoltellare il suo professoredi tecnologia durante le lezioni, filmando l’aggressione con il telefonino. “Le testimonianze ci lasciano pensare che anche questo ragazzino sia statospinto ad aggredire.E quello che ho letto nei commenti sulle chat che questo bambino frequentavalo invitavano proprio a uccidere“, ha riferito preoccupato il ministro.

Il titolare di viale Trastevere è convinto che sul tema dell’educazione ci sia assoluto bisogno di una“grande alleanza”tra scuola e genitori. Questi ultimi dovrebbero infatti evitare di regalare il cellulare ai bambini, strumento che può contribuire al loroisolamento, ma soprattutto afarli incappare in siti pericolosi.

La legge sul divieto dei social fino a 15 anni

La proposta di legge a cui fa riferimento Valditara è quella presentata alla Camera dei Deputati il 29 gennaio scorso su iniziativa della deputata della Lega Giorgia Latini e che introduceun divieto generale di utilizzo delle reti sociali telematiche per i minori di 15 anni. Per i minori tra i 15 e i 18 anni, invece, l’accesso ai servizi è subordinato al consenso verificabile del soggetto esercente la responsabilità genitoriale, in conformità con i regolamenti Ue.

Stando al testo della norma, l’articolo 3 attribuisce all’AGCOM(Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) il compito di stabilire, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, le modalità tecniche per la verifica dell’età degli utenti, sentito il Garante per la protezione dei dati personali. I fornitori di piattaforme digitali rivolti al pubblico italiano avranno poi 6 mesi per adeguarsi alle prescrizioni dell’Autorità.

La legge pone inoltre in essere un importante intervento sotto il profilo educativo, giacché l’articolo 4 assegna al Ministero dell’istruzione e del meritoil compito di promuovere programmi dialfabetizzazione digitale nelle scuole di ogni ordine e grado. I moduli previsti riguardano il funzionamento degli algoritmi, la gestione del tempo trascorso online, la tutela del sonno e la prevenzione delcyberbullismo. Infine, l’articolo 5 istituisce unOsservatorio nazionale sull’impatto delle reti sociali telematiche sui minori, che sarà tenuto a presentare una relazione annuale al Ministero sullo stato di attuazione della normativa.

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