Gabbiani che sorvolano il Quirinale e sole rovente che si specchia nei sampietrini. Quindi, l’auto blu che si ferma all’ingresso con il ministro dell’Interno,Matteo Piantedosi, salito al Colle nella mattinata di oggi mentre Donald Trump dall’altra sponda dell’Atlantico attaccava frontalmente il premier Giorgia Meloni.
Si tratta di un incontro faccia a faccia con il presidente della Repubblica,Sergio Mattarella. Non di certo la prima volta che accade, tanto che al Viminale si parla di “incontro di routine” per fare il punto, come spesso avviene, su diverse questioni di attualità. Ma in tempi tesi e agitati come quelli che stanno attanagliando la maggioranza, conRoberto Vannacciche assorbe parlamentari e voti alla Lega preoccupando non poco gli inquilini di Palazzo Chigi, è quasi naturale che lachiacchieratainformale tra il capo dello Stato e il titolare dell’Internovenga interpretata come una mossa politica.
Leggi Anche
In questa cornice, prende consistenza soprattutto l’insistenza diMatteo Salvini per riprendersi il Viminale. Desiderio mai sanato e che ora potrebbe realizzare per poter sfoderare le sue carte elettorali in vista delle elezioni del 2027, dalla sicurezza all’immigrazione.
Ma tra i capannelli non si può che avvertire con forza ilrischio di una progressiva delegittimazione di una casella chiave dell’esecutivo guidato da Meloni, considerando anche le spinte di diversi big della Lega affinché il leader del Carroccio possa guidare l’Interno. Ebbene, dopo giorni di ricostruzioni, ipotesi e retroscena su un possibile duello tra Pintedosi e Salvini, il ministro ha confermato al presidente di starcontinuando a lavorare con il massimo impegno per la stabilità del governo e per il bene del Paese.
Da parte sua, Mattarella ha preso atto e l’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica ha confermato l’incontro con una nota ufficiale. In ambienti di governo, però, l’udienza concessa a Piantedosiviene da molti letta come una blindatura rispetto alle ipotesi di rimpasto.
© Riproduzione riservata













