Bullismo, pinkwashing e patriacato: le accuse lanciate dalla deputata Eleonora Evi all’Alleanza Verdi-Sinistra. La sua decisione di lasciare il partito è stato come un fulmine a ciel sereno. Dunque Evi spiega con un comunicato le sue ragioni punto per punto.
Verdi: le accuse mosse della deputata
In un’intervista a La Stampa Evi accusa Angelo Bonelli di bullismo: “Sulla legge contro la carne coltivata ho seguito tutto io, dagli emendamenti alle dichiarazioni di voto, poi lui ha fatto un piccolo commento e dal partito, a livello comunicativo. È stato rilanciato solo quello. Una costante differenza di trattamento tra noi, a dispetto di quella che è la tradizione dei Verdi europei sulla co-leadership“.
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Nel comunicato Evi parla anche di pinkwashing nei Verdi. Di fatto il partito è tutto accentrato su Bonelli: “Ero da tempo in sofferenza. Sono stata oscurata mediaticamente e messa in un angolo solo per aver espresso opinioni non allineate su varie questioni. Accolte a volte con fastidio, altre con paternalistica e vuota condiscendenza“. Per la deputata il patriarcato esiste eccome, anzi, non ha né colore né partito, c’è e basta: “Quando ho segnalato le discriminazioni la risposta è stata il silenzio. Bonelli e gli altri dirigenti hanno fatto spallucce. Mentre alcune colleghe hanno firmato un documento in cui mi attaccano“.
Verdi, Evi: “Mi dimetto, non sono deputata-marionetta”
La deputata dell’Alleanza Verdi-Sinistra annuncia nel comunicato: “Non intendo continuare a ricoprire il ruolo di Co-portavoce femminile di Europa Verde che, nei fatti, è ridotto a mera carica di facciata. Per questo rassegno le mie dimissioni da Co-portavoce pur restando fermamente convinta della necessità di un progetto ecologista italiano coraggioso e contemporaneo, e non l’ennesimo partito personale e patriarcale. Mi dimetto. Non sarò la marionetta del ‘pink washing’“.

Parole forti che provocano un terremoto ai Verdi così come all’intera opposizione. La Evi ha svelato una terribile facciata che si protende all’interno della Camera e non sarà facile riparare l’immagine dell’Alleanza. “Per un partito che tra i suoi obiettivi ha quello di difendere la biodiversità, quale elemento preziosissimo per la stessa sopravvivenza del pianeta, è decisamente deludente constatare che questo valore non si riesca ad applicarlo all’interno del partito stesso, schiacciando e mortificando così una sana e costruttiva dialettica interna” aggiunge.
La reazione di Bonelli
Immediata la replica di Bonelli appresa la notizia delle dimissioni della co-portavoce dei Verdi: “È una cosa assolutamente sorprendente. C’è stata una differenziazione politica su come andare alle Europee, lei è finita in minoranza. Io ho sostenuto di procedere in continuità con l’Alleanza Verdi-Sinistra mentre lei voleva andare da sola e da lì è stato un crescendo. Partito patriarcale? È un’accusa molto pesante e assolutamente falsa, siamo l’unico partito con una parità di genere”.
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