Il dossierVenetocontinua ad animare gli incubi diMatteo Salvini. Il leader della Lega vuole a tutti i costi presentare nuovamente un candidato uscente dalle fila del suo partito nella Regione del Nord-Est. Si tratta del primo nome diverso da quello diLuca Zaiadopo ben 15 anni. Lo shock potrebbe essere potentissimo e il segretario del partito ne è ben consapevole.
Così, di fronte alla possibilità di non avere una vittoria certa,il leader del Carroccio ha preferito scendere a compromessi. Dopo un primo scetticismo sulla possibilità di cedere al governatore uscente una lista recante il suo nome, oggi Salvini sembrava ben più convinto. In un intervento al direttivo regionale della Lega del Veneto, per fare il punto della situazione in vista delle regionali, il vicepremier ha ammesso chenon è possibile lasciare andare perso il“lavoro eccellente svolto da Zaia“.
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Così, il ministro dei Trasporti ha spiegato che in Veneto è necessario darecontinuitàalla Regione. Si tratta di un affondo che il vicepremier ha ferrato nel bel mezzo dello stallo sulle trattative nel centrodestra per le prossime elezioni Regionali. Il segretario si è espresso a seguito di un bilancio realizzato con i vertici del partito.
Salvini: “La lista di Zaia può essere un valore aggiunto”
In Veneto la Lega conta 11mila iscritti e più di 160 sindaci. In vista delle Regionali, poi, ha già raccolto 158 disponibilità alla candidatura. In questo modo, secondo Salvini sarebbe possibile costruire addirittura tre liste. Tali numeri avrebbero dimostrato al vicepremier “laforza della Lega in Veneto“. Di conseguenza, per non perdere un’occasione, può sembrare sempre più necessario cedere alle proposte di Zaia.
La lista del governatore uscente, quindi,diventa“un valore aggiunto” da tenere in considerazione per il benessere del partito. Il leader ha quindi annunciato che tenterà di perorare questa causa anche con gli alleati di governo.Giorgia MelonieAntonio Tajani, infatti, hanno le proprie individuali mire per il Veneto e la possibilità di una nuova amministrazione leghista avrebbe già fatto storcere più di qualche naso. Inoltre, la possibilità di una lista Zaia non aveva entusiasmato né FdI né Forza Italia.
Intanto, si riflette sulle tempistiche delle candidature. Sul Veneto manca ancora l’intesa sul centrodestra e ormai sembra ovvio che l’accordo sia da attendersi per il dopo-Ferragosto. C’é chi addirittura vocifera cheil nome possa essere annunciato a settembre, nel caso in cui nella Regione del Nord-Est si vada davvero alle urne il prossimo novembre.
Lista Zaia in Veneto? I pro e i contro per il centrodestra
Nel corso della riunione si è collegato anche lo stessoLuca Zaia, il quale ha ribadito l’utilità della sua lista, specificando che questa sarebbe in grado di raccogliere consensi anche oltre il perimetro della coalizione. Percentuali in più che si rivelerebbero utilissime per il centrodestra. Un membro di Fratelli d’Italia ha infatti spiegato che potrebbe essere “utilissimo“il nome del governatore uscente in una lista.
Nella Lega, invece, si ipotizza chetale presentazione potrebbe permettere di superare il 60% dei consensie quindi far scattare il premio aggiuntivo previsto dalla legge elettorale regionale. Nessuno spera che si riottenga quel 40% dell’ultima volta, ma la certezza è che il nove dell’attuale presidente di Regione regalerà certezze e fiducia alla coalizione.
Il pericolo, invece, riguarda lapossibilità che la lista Zaia possa togliere voti agli altri partiti della maggioranza, in particolare a Lega e Fdi. Inoltre, potrebbe oscurare il futuro del presidente, che non potrà essere Zaia a causa della legge sul secondo mandato. Resta quindi da capire su quale strada sia improntato il centrodestra e quale rischio sia disposto a cogliere il prossimo autunno.
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