Vannacci ha creato un terremoto in casa Lega: a pochi giorni dalla nascita del partito Futuro Nazionale, ieri, 3 febbraio, l’ex generale ha annunciato di lasciare la coalizione. Ha spiegato che il partito di Matteo Salvini non rispecchia più i suoi valori e questo suo nuovo movimento tenderà molti di più a destra rispetto a Lega e Fratelli d’Italia.
La reazione da parte di Matteo Salvini non si è fatto attendere, dichiarandosi deluso e paragonandolo a Fini. Adesso, a poche ore di distanza dalle dichiarazioni del Ministro, Vannacci gli ha risposto attraverso un’intervista a Repubblica.
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Vannacci su Salvini: “Si mette in posizione prona verso la coalizione”
A Repubblica Vannacci ha usato toni molto duri verso il Ministro: “Io sleale? E’ stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione. Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma”.
Soddisfatto della scelta fatta ha ribadito: “E’ Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo. Sto dicendo che i miei princìpi e i miei valori rimangono fissi. Non rinuncio alla mia identità per un compromesso e un inciucio. La sua destra che destra è?”.
A Repubblica ha chiarito qual è il suo obiettivo: “Voglio rendere la coalizione di destra ancora più forte, anche perché spero di richiamare molta gente che crede nell’identità, crede nei valori e che quindi spero che torni a votare”.
Cosa aveva detto Salvini su Vannacci
Durante una conferenza stampa alla Camera dedicata al referendum sulla giustizia, il vicepremier ha adottato un tono fermo, lasciando però trasparire una certa amarezza. Ha ricordato che, in trentacinque anni di militanza, non sono mancati episodi in cui persone considerate vicine alla Lega hanno poi scelto di allontanarsi. Nonostante ciò, ha assicurato che non prova né delusione né timore: l’eventuale uscita di Vannacci, ha detto, comporterebbe per il partito una perdita di “appena 500 mila voti”.
Nel suo intervento, il leader leghista ha insistito su quello che considera un atteggiamento opportunistico da parte del generale. Ha sottolineato come la Lega gli avesse garantito appoggio e tutela nei momenti più complessi, “quando tutti lo attaccavano”. A suo giudizio, però, Vannacci avrebbe risposto prendendo le distanze dal partito, pur conservando il proprio seggio al Parlamento europeo. È questo, ha ammesso, l’aspetto che continua a pesargli più di ogni altro.
Tra i due ormai i rapporti sono rotti e sembra sempre più impensabile la via della riconciliazione.
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