Roberto Vannacci sceglie il palcoscenico televisivo diOtto e Mezzoper rilanciare il progetto politico di Futuro Nazionale e marcare le distanze dagli alleati e dagli ex compagni del centrodestra. Durante la sua prima apparizione nel programma condotto da Lilli Gruber, il generale ha celebrato il traguardo dei 100mila iscritti raggiunti dal suo movimento, utilizzando toni provocatori, rivendicando con orgoglio l’arrivo nel partito di esponenti provenienti da altre forze politiche e commettendo anche delle gaffe.
“I miei compagni di partito sono i rifiuti degli altri, quello che avanza, e a me sta bene. Voglio la sporca dozzina”, ha dichiarato Vannacci, richiamando il celebre film di guerra del 1967 Quella sporca dozzina. Una frase destinata a far discutere, con la quale il leader di Futuro Nazionale ha trasformato in un punto di forza le critiche ricevute per l’ingresso nel movimento di figure provenienti da altre esperienze politiche. Allo stesso tempo ha respinto l’etichetta di “estrema destra”, definendo il proprio progetto come una “destra autentica”.
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Lo scontro sui diritti civili tra Vannacci e Gruber
Tra i momenti più discussi dell’intervista, però, c’è stato il confronto sui temi della famiglia e dei diritti LGBTQ+. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, Lilli Gruber ha chiesto a Vannacci se le sue posizioni equivalessero a escludere gli esponenti della comunità LGBTQ+ dalla vita politica. Il leader di Futuro Nazionale ha risposto: “No, ma non li invito alle mie riunioni di partito”, aggiungendo di non essere disposto a discutere quelli che considera principi fondamentali, a partire dalla difesa della “famiglia naturale”. Inoltre, secondo Vannacci, “da parte della Lega c’è stata una deriva nel legittimare la categoria degli Lgbtq+”. Alla domanda della conduttrice se questo rappresentasse un problema, il generale ha replicato senza esitazioni: “Secondo me sì. Non fa parte dei miei principi e io continuo a promuovere la famiglia naturale, senza se e senza ma”.
Il botta e risposta è proseguito quando Gruber ha ricordato come il concetto di famiglia naturale venga oggi considerato da molti superato. “Questo lo dice lei, a casa mia quel concetto esiste”, ha ribattuto Vannacci, confermando la propria posizione. Successivamente la discussione si è spostata sulle polemiche nate dalle sue precedenti dichiarazioni sugli omosessuali. Alla domanda della giornalista sulle sue affermazioni riguardo alla presunta “non normalità” delle persone gay, Vannacci ha spiegato di riferirsi al significato statistico del termine: “Mi riferivo al significato della parola normalità, che è quello comunemente accettato” commentando poi una gaffe citando il dizionario “Zingaretti” al posto di Zingarelli.
Nel finale dello scambio, la conduttrice ha sostenuto che le minoranze debbano essere tutelate, mentre Vannacci ha precisato: “Vanno rispettate”. Alla provocazione finale di Gruber: “E se scoprissimo che lei magari è gay?”, il generale ha risposto: “Non accamperei nessun diritto”. Uno scambio destinato a far discutere e che ha rappresentato uno dei passaggi più controversi della sua prima partecipazione a Otto e Mezzo.
Le critiche al governo e l’affondo contro Marina Berlusconi
Nel corso della trasmissione, Vannacci non ha risparmiato commenti nei confronti del governo guidato da Giorgia Meloni. Pur riconoscendo di condividere molte idee con la presidente del Consiglio, ha sostenuto che diverse promesse siano rimaste incompiute. “Con Meloni ho tante idee in comune, il problema è stato come metterle a terra”, ha affermato, lamentando la mancata realizzazione di alcune riforme considerate prioritarie. Duro anche l’attacco a Marina Berlusconi. “Spiegherà lei a che titolo parla, non ha un ruolo politico”, ha dichiarato Vannacci, aggiungendo che, se le sue parole fossero espresse in qualità di finanziatrice di Forza Italia, ciò dimostrerebbe l’esistenza di un partito “eterodiretto dalla finanza e dall’editoria”.
Il generale si è poi definito “il sestante della destra”, utilizzando una metafora nautica per spiegare il ruolo che intende svolgere nello scenario politico nazionale. Secondo Vannacci, Futuro Nazionale rappresenterebbe il punto di riferimento capace di riportare sulla giusta rotta un centrodestra che, a suo dire, avrebbe smarrito la direzione originaria. Tra le linee programmatiche indicate figurano temi come sicurezza, remigrazione e opposizione alle politiche del Green Deal europeo.
Le accuse aSalvini e il futuro delle alleanze
Vannacci ha respinto le accuse di aver sfruttato la Lega per costruire la propria carriera politica, ribaltando completamente la narrazione. “Non ho usato Salvini, lui ha usato me per prendere 500mila voti”, ha affermato, sostenendo che gran parte degli elettori che lo avevano sostenuto alle elezioni europee oggi abbiano scelto di aderire a Futuro Nazionale.
Secondo il leader del nuovo movimento, il raggiungimento dei 100mila iscritti rappresenterebbe la prova concreta del consenso personale costruito negli ultimi anni. “È la dimostrazione plastica di quello che ho portato alla Lega”, ha sottolineato. Guardando al futuro, Vannacci ha annunciato la presentazione del programma politico nelprossimo fine settimana, evitando però di sbilanciarsi sul tema delle alleanze. “Al momento un accordo non è all’ordine del giorno, le alleanze si faranno a ridosso delle elezioni”, ha spiegato, lasciando comunque aperta la porta a possibili intese con le altre forze del centrodestra.
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