Valditara sullo striscione rimosso a Genova: “Chiedete a Silvia Salis”

Dallo striscione al decreto, arrivando agli stipendi degli insegnati. Così si è acceso il dibattito all’interno di Palazzo Madama. Valditara punta il dito sulla cultura woke. Avs: “Incredibile”, mentre Renzi ‘assegna’ un 4 al ministro dell’Istruzione

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Si è innalzato un polverone a causa della rimozione di uno striscione davanti alla scuola primaria Daneo di Genova, che era stato posto su un cancello nelle vicinanze dell’istituto in segno di protesta contro il decreto Valditara con la scritta: “La scuola che esclude è incostituzionale”. Ed è proprio il ministro dell’Istruzione a delucidare su quanto accaduto, rispondendo in Senato al question time dopo una interrogazione da parte del Pd: “La rimozione è stata effettuata dalle forze dell’ordine, tra l’altro la questura ne era pure all’oscuro, su segnalazione della polizia municipale”.

L’inquilino di Viale Trastevere specifica inoltre che “Non vi è stato alcun intervento né da parte del personale scolastico dalla scuola né da parte del ministero”. Così passa la patata bollente alla sindaca di Genova, Silvia Salis sostenendo che “la domanda andrebbe rivolta alla sindaca di Genova essendo la segnalazione proveniente dalla Polizia municipale”. Poi il ministro si concentra su un dettaglio dello striscione: “C’è un errore: nessun* e stranier*. Disapprovo la scelta di esprimere quella frase, condivisibile, con l’asterisco. L’italiano non conosce il neutro. L’ultilizzo di un linguaggio appartenente semmai all’ideologia woke è un atto di prepotenza e un modo per indottrinare i nostri bambini”.

Valditara: la risposta delle opposizioni

A replicare la risposta di Giuseppe Valditara è il capogruppo di Avs, Peppe De Cristofaro: “Incredibile. Non si era mai sentito un ministro che risponde a una interrogazione attaccando l’opposizione di fare propaganda. Il governo in questi anni ha lasciato sola la scuola e chi ci lavora. Oggi, per rincorrere Vannacci, usando la propaganda sulla pelle degli alunni stranieri”.

In seguito, anche l’inquilino di Viale Trastevere parla di “strumentalizzazione politica che ha coinvolto persino i bambini”, rimarcando sul fatto che “non è vero che ci sarà una ‘deportazione’ perché la misura si inserisce nelle ordinarie procedure delle classi, senza impattare su quelle già formate”. Valditara prosegue: “Non è vero che il limite del 30% si applica a tutti gli stranieri. Nel tetto non vanno considerati né gli alunni stranieri nati in Italia né coloro che conoscono già la lingua italiana”.

Infine, nel dibattito che si è accesso all’interno di Palazzo Madama interviene anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva, iniziando con la sua consueta ironia: “Se lei si fa interrogare e risponde così, lei che è un professore, le danno come minimo 4. Ministro non ha risposto alla mia domanda, mi dispiace ma è gravemente impreparato”. Renzi si riferiva alla possibilità di introdurre la quattordicesima per gli insegnanti come “piccolo riconoscimento per affrontare le sfide della quotidianità” a causa dell’inflazione. Insomma, dallo striscione a Genova il dibattito poi si è spostato anche sul piano degli stipendi, riportando al centro tutti i problemi della scuola pubblica italiana.

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