Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Ursoha presentato questo pomeriggio alladelegazione italiana al Parlamento Europeola sua proposta per unanuova politica industriale europea. Proposta che è stata illustrata anche in video conferenza al vicecancelliere tedescoRobert Habecke che domani verrà esposta anche al Consiglio Competitività europeo.

La proposta del ministro Urso
La proposta per una nuova politica industriale dell’Ue del ministro Urso presentaquattro pilastri: unPiano per la competitività“olistico e pragmatico“, la richiesta dirisorse finanziarieadeguate per accompagnare la triplice transizione industriale con un fondo dedicato, unambiente favorevole per le impresecon focus sulle Pmi e la creazione di unequilibrio tra politiche verticali e azioni orizzontali.
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Tra le idee rilanciate dal ministro c’è quella di un quadro pluriennale successivo al 2027 che includa un abbondante‘fondo per la competitività’,per i settori maggiormente colpiti dagli effetti della transizione verde, digitale e geopolitica. La linea generale che vuole seguire la proposta è quella dicercare di rimandare la transizione green.
Il capodelegazione di FdI all’Eurocamera,Carlo Fidanza, dopo l’incontro tra gli eurodeputati italiani e il ministro Urso, ha dichiarato alla stampa di sperare che la proposta italiana possa realizzarsi. Questo grazie anche alla sintonia con altri governi, come quello tedesco.
Correggere la rotta alla transizione green
Dopo l’incontro con gli europarlamentari italiani, Ursoha pubblicato un post su X in cui sottolinea quanto“sia urgentecorreggere la rotta. Latransizione green attuale si sta muovendo a un ritmo troppo rapido, non proporzionato né graduale, rischiando di compromettere il tessuto industriale europeo”.Per il ministro sarà necessario per tutti i settori adottare il principio dineutralità tecnologica, affinché l’innovazione possa essere stimolata e le imprese possano pianificare in modo più sicuro i propri investimenti a lungo termine.
Per non sacrificare competitività e occupazione, la transizione industriale, per il ministro, deve essere affrontata concedendo alleaziendelalibertà di scegliere le soluzioni tecnologiche migliori. Per raggiungere questi obiettivi sono necessari investimenti comuni e risorse sia pubbliche che private, affinché si sostenga la triplice transizione industriale e si garantisca l’autonomia strategica dell’Europa.
“Con una politica industriale lungimirante, basata su una transizione sostenibile e tecnologicamente neutrale, potremo proteggere la nostra competitività e assicurare che l’Europa rimanga un leader globale”,questo è l’obiettivo che porta avanti il ministro, promettendo di impegnarsi affinché l’Italia possa essere determinante nel processo decisionale europeo.
La#condivisionee il#confrontosono i pilastri della nostra azione politica, anche in#Europa. È con questo spirito che, come già fatto in precedenza, ho incontrato oggi a#Bruxelles, in seduta plenaria, gli europarlamentari della delegazione italiana al Parlamento Europeo per…pic.twitter.com/qTJhJX2Kf0
— Adolfo Urso (@adolfo_urso)September 25, 2024
Il colloquio con Habeck
Il ministro ha avuto uncolloquio in video conferenzacon il vicecancelliere e ministro dell’Economia e della protezione climatica tedescoRobert Habeck. I due si sono confrontati sulla crisi del settore dell’automotive in Europa e il ministro Urso, fa sapere il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha illustrato ad Habeck i punti chiave della sua proposta di politica industriale europea.
Habeck, come già è risaputo, condivide il punto di Urso di anticipare al 2025 l’attivazione della clausola di revisione prevista dal“Regolamento in materia di emissioni di CO2 delle autovetture nuove e dei veicoli leggeri”,per permettere alle aziende di pianificare con maggiore sicurezza i propri investimenti a lungo termine. Entrambi condividono inoltre la necessità di adottare il principio della neutralità tecnologica e prevedere investimenti comuni per il sostegno dell’industria europea a fronte delle sfide globali.
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