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Ucraina, Meloni fa un passo indietro: “No all’acquisto di armi Usa, solo supposto logistico”

"L'obiettivo comune è restituire all'Ucraina un futuro di pace, di sicurezza e di libertà", ha spiegato il Presidente del Consiglio, chiarendo però che il supporto italiano sarà limitato a quanto già deciso in passato. Non vi saranno acquisti aggiuntivi di armi, se non quelli già preventivati, ma l'Italia proseguirà il suo impegno verso un duplice obiettivo: sostegno economico a Kiev e sanzioni contro Mosca

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L’Italianon abbandonerà l’Ucrainamentre combatte contro l’invasione russa, ma al contempo non metterà in pericolo i conti nazionali per adeguarsi alle richieste che giungono dall’altra sponda dell’Atlantico. La linea di Giorgia Meloni è chiara, anche se non si può escludere qualche nuova giravolta nei prossimi mesi. Il presidente degli Stati Uniti,Donald Trump, è riuscito ad aggirare il blocco del congresso sugli aiuti troppo dispendiosi all’Ucraina annunciando chegli Usa continueranno a produrre armi per Kiev, facendole però acquistare alla Nato (Ne abbiamo parlato qui).

Non è chiaro, quindi, quanto impegno sarà richiesto ai membri dell’Alleanza atlantica. LaGermaniadi Friedrich Merz si è già detta disponibile adacquistare iPatriotper l’Ucraina, ovvero i missili terra aria che Kiev continua a chiedere agli alleati, in quanto unica difesa aerea in grado di tenere testa agli attacchi di Mosca. C’è però da sottolineare che Berlino presente maggiori margini fiscali rispetto all’Italia ed è quindi favorita su questo dossier.

L’Italia diGiorgia Meloni, invece, non ha intenzione di lanciarsi in questa missione. “L’obiettivo comune è restituire all’Ucraina un futuro di pace, di sicurezza e di libertà“, ha spiegato il Presidente del Consiglio, chiarendo però che il supporto italiano sarà limitato a quanto già deciso in passato. Non vi saranno acquisti aggiuntivi di armi, se non quelli già preventivati, ma l’Italia proseguirà il suo impegno verso un duplice obiettivo.

Ucraina-Russia, dopo tre anni di guerra le nuove sanzioni non spaventano Mosca

Da un lato sostenere l’Ucraina a livello economico e politico, dall’altro esercitare maggiori pressioni sulla Russia affinché sia impossibilità a proseguire il conflitto. Un proposito ribadito anche dal ministro degli Esteri,Antonio Tajani, volato ieri a Washington per incontrare il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio (Ne abbiamo parlato qui). Nel corso dell’incontro, il vicepremier ha riconosciuto di doversi allineare a quanto sostenuto dal presidente Usa: “Questo è il momento di essere duri“.

Intanto, però, al Consiglio Ue ierinon è stata raggiunta l’unanimità per il via libera al 18esimo pacchetto di sanzioni alla Russia. A porre il “no” irremovibile è stata laSlovacchia, preoccupata per le ritorsioni russe nei suoi confronti. Lo ha confermato l’Alto rappresentante per gli Affari esteri,Kaja Kallas, annunciando che oggi si svolgerà una seconda votazione.

La leader estone ha poi criticato il cambio di passo Usa sul sostegno a Kiev, osservando che se le armi sono prodotte dagli Stati Uniti maacquistate al 100% dalla Nato, allora non si può dire che il sostegno proviene dagli Usa. Affinché questa strategia sia efficace, invece, è necessario che le due sponde dell’Atlantico continuino a collaborare, esercitando pressioni e sanzioni contro la Russia di Vladimir Putin.

Meloni sulle armi all’Ucraina: “Nessun nuovo acquisto dagli Usa”

Tornando all’Italia, quindi, il Presidente del Consiglio ha spiegato di averaccolto con favore ilcambio di posturadi Trump nei confronti della Russia, ma di non avere intenzione di aumentare gli scambi militari con Washington. L’Italia, quindi, invierà gli F35 già promessi a Kiev, ma senza l’attivazione di nuove commesse. Il nostro Paese, però, è intenzionato a rispondere positivamente alla richiesta che la Nato ha recapitato a diversi Stati membri.

Roma si impegnerà a fornire supporto, sia finanziario che logistico per trasportare le armi dagli Stati Uniti all’Ucraina. Non si tratterà, però, di un’acquisto vero e proprio delle armi. “L’obiettivo per me rimane quello di rafforzare l’Occidente nel suo complesso, rendere ancora più forti le nostre economie che sono già economie strettamente interconnesse“, ha spiegato il premier, chiarendo che qualunque altro scenario al momento sarebbe insensato.

Le reazioni della politica italiana alla linea di Meloni sull’Ucraina

Le parole del premier, comunque, potrebbero creare però qualche frattura all’interno del Paese. Innanzitutto, c’è da tenere in considerazione la contrarietà della Lega diMatteo Salvini, che ha adottato una linea strettamente pacifista e contraria all’acquisto di armi da parte del nostro Paese. Poco prima, il leader del Carroccio, aveva sostenuto: “Indebitare gli italiani per comprare armi altrove, non ritengo che sia una cosa utile da fare“.

Anche dalle opposizioni giungono parole di sdegno. La richiesta corale è quella di avere maggiore chiarezza da Palazzo Chigi, magari con il premier Meloni che si reca in Parlamento per chiarire la situazione. “La patriota smetta di nascondersi e scappare e venga a riferire in Parlamento“, ha tuonatoChiara Bragadel Pd, mentreChiara Appendinodel M5S aggiunge: “Mentre Trump ci colpisce, il governo continua a dire che non serve innescare una guerra commerciale. Sveglia, siamo già in una guerra“.

Sulla questione si è quindi inserito il ministro per i Rapporti con il Parlamento,Luca Ciriani, che ha spiegato che sui dazi il governo continua a mantenere una forte interlocuzione con gli Usa e l’Ue. “Lavoriamo in silenzio, e si riferirà in Parlamento a tempo debito“. Nessun riferimento, però, al tema della armi e a quello della Nato, su cui continua a vigere una certa segretezza.

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