Le recenti dichiarazioni del ministro della Difesa,Guido Crosetto, sull’eventuale ingresso dell’Ucrainanell’Unione Europeariportano al centro dell’attenzione politica un argomento che rifletteposizioni variegateall’interno dellamaggioranza di governo. In un’intervista alCorriere della Sera, Crosetto ha espressoforti riservesulla possibilità di unarapida adesione di Kiev all’UE, definendo il percorso attualmente “molto difficile“.
Purconfermando il sostegno italiano al popolo ucrainoe alla sua difesa, Crosetto ha sottolineato come l’adesione di Kiev rappresenti unaquestione estremamente complessa. “Se l’Ucraina entrasse in Europa, con la sua grandezza e il suo sistema economico,ci sarebbe immediatamente una crisi nel settore agricolo gravissima per molti Paesi Ueche nessuno, neppure i tedeschi, può permettersi“, ha spiegato il ministro, evidenziandouno degli aspetti più delicatidel processo di allargamento.
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Le affermazioni di Crosetto in merito all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue risultano particolarmente significative, considerando glisforzi del governoper mantenere un fronte unitario sul tema. In passato, il vicepremier e ministro degli EsteriAntonio Tajaniaveva ribadito più volte ilsostegno dell’Italia a un processo di integrazione europeaper l’Ucraina, evidenziando la disponibilità del Paese ad accompagnare Kiev in questa direzione. Tuttavia,non tutti all’interno della maggioranza condividono la stessa visione.Matteo Salvini, leader della Lega, aveva già adottato unapproccio più cauto, insistendo sulla necessità di rispettare i tempi previsti dalle normative europee e sottolineando che una decisione troppo affrettata avrebbe potutogenerare problematiche.
Alcuni degli argomenti sollevati da Salvini sembrano trovare oggi un’eco nelle preoccupazioni espresse da Crosetto. Nel corso dell’intervista, il ministro della Difesa ha anche affrontato iltema più ampio della sicurezza europea, sostenendo che il continente debba prepararsi adifendere la pacecon strumenti adeguati. “Ovviamente bisogna arrivare a una tregua. Poibisogna prepararsi a blindare la pace“, ha dichiarato, aggiungendo che“la Russia potrebbe fermarsi per un po’, ma se non vede che dall’altra parte è preparata,potrebbe tornare ad attaccare“. Secondo Crosetto, la risposta non può limitarsi agli attuali confini dell’Unione Europea.
Per questo propone unrafforzamento della cooperazione militaretra i Paesi europei e alleati. “È sempre più urgenteorganizzare un grande sistema di difesa comune europeoche vada oltre gli attuali confini Ue a 27, che comprendaGran Bretagna,Norvegia,Balcanie ancheUcraina“, ha affermato. Le osservazioni del ministro delineano dunque una chiaradistinzione tra l’appoggio strategico a Kiev nel contesto della sicurezzadel continente e lecomplicazioni legate al suo ingresso nell’UE. Se da un lato l’Ucraina viene considerata come parte integrante del quadro europeo di sicurezza, dall’altro la sua adesione formale all’Unione viene descritta come unobiettivo lontano, ostacolato da sfide economiche e politiche considerevoli.
Il risultato di queste divergenze è undibattito accesoall’interno della maggioranza. Da una parteTajaniribadisce ungenerale consensosul sostegno al percorso europeo dell’Ucraina; dall’altraSalvini predica prudenza, sottolineando l’importanza del rispetto dei tempi previsti; infine, Crosetto si concentra sugliostacoli concretiche potrebbero ritardare o complicare tale processo.
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