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Trump senza freni, posta meme contro Meloni: ‘Serve ordine restrittivo’

“Serve un ordine restrittivo”. Recita così la descrizione nel meme pubblicato da Trump dove attacca il premier Giorgia Meloni. Intanto i riflettori sono puntati sul Vertice Nato ad Ankara

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Arriva alla vigilia delVertice Nato ad Ankaraun nuovo attacco del presidente americanoDonald Trump al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il tycoon su Truth posta un meme che con Meloni che lo guarda, a far parlare è la didascalia del post che recita: “Serve un ordine restrittivo”. Le acque sembravano essersi calmate da quando The Donald aveva attaccato per la prima volta il premier, e Meloni aveva detto che non sarebbe più “tornata sull’argomento”.

A tornare invece senza freni è stato proprio il tycoon. Al momento il presidente del Consiglio non ha risposto. A commentare l’accaduto ci pensa il leader di Azione,Carlo Calenda, che tuona su X: “Trump è un ignobile bullo da quattro soldi. Piena solidarietà a Meloni”. L’incontro ad Ankara era atteso da tempo, ora, dopo questo nuovo attacco, i riflettori saranno puntati sui due leader e su ogni loro movimento.

Vertice di Ankara, l’organizzazione e i possibili scenari com Trump

Il motto della dichiarazione approvata dai 32 ambasciatori alleati è “un’Europa più forte in una Nato più forte”. Ed è proprio questo “più forte” che bisognerebbe far vedere agli Usa e a Donald Trump, anche sul fronte della borsa, virando verso il famoso 5% di Pil in difesa. Secondo quanto emerso, il segretario generale Mark Rutte avrebbe fatto il possibile per costruire un summit a prova del tycoon.Ma l’imprevedibilità di Trump mette un po’ di timore, perché se dovesse deragliare alcuni temono che si possa entrare in una fase che definiscono “pericolosa”.

Il piano dei giorni però è ben strutturato e dettagliato.Martedì 7 luglio, prima dell’arrivo dei leader, si terrà un gigantesco forum dell’industria della difesa transatlantica nel quale verranno annunciati intese, contratti e cooperazioni che valgono miliardi. Magari a quel punto, un Trump che già viaggia con la mente si siederà al tavolo del palazzo presidenziale del Sultano, Recep Tayyip Erdogan,per la cena organizzata in compagnia degli altri leader Nato, soli, senza ambasciatori o consiglieri. Al tavolo probabilmente anche mogli e mariti e altri ospiti comeVolodymyr Zelensky.

Parallelamente si svolgeranno le cene dei ministri degli Esteri e della Difesadove sono stati rispettivamente invitati i Paesi del Golfo e i partner asiatici, tra i quali Giappone, Corea, Australia e Nuova Zelanda.Il Consiglio Atlantico durerà massimo 2-3 ore, forse per limitare possibili danni. Una fonte diplomatica alleata ha spiegato all’Ansa che “c’è ormai una consapevolezza radicata che, se mai la Russia dovesse davvero attaccare, dovremo cavarcela da soli”. La fonte aggiunge che “è difficile ma è possibile, serve impegno e tempo, perché ora non siamo pronti: purtroppo la transizione sarà caotica, perché l’amministrazione Trump non è in grado di procedere altrimenti”.

Vi è quindi la necessità di far davvero nascere una “nuova Nato”. Occhi puntati per la sicurezza sulla Germania, che punta ad arrivare al 3,5% della difesa nel 2029 e nessuno in Europa ha una una capacità simile di investire. Anche Varsavia è un’altra possibile promessa della sicurezza continentale, che potrebbe affiancare le potenze tradizionali, ovvero Francia e Gran Bretagna.

Inoltre, un ruolo fondamentale lo potrebbe averel’Ucraina, infatti ad Ankara potrebbe essere riconosciuto il ruolo di “fornitore di sicurezza”, forse è per questo che uno degli ospiti è proprio Zelensky?. Un grande interrogativo si poggia sulla testa di The Donald, come dichiarato dal ministro della difesa Guido Crosetto: “Il vertice è stato costruito perché vada bene, cosa dirà o faràTrumplo vedremo”. Sicuramente dopo questo nuovo attacco a Meloni, probabilmente il tycoon è già sul piede di guerra, magari continuando a parlare del mancatosupporto Nato per l’Iran e Hormuz. La speranza di tutti i leader forse è quella di “un vertice bello noioso” come detto da un diplomatico alleato. Anche se già così di noia ce n’è ben poca.

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