Dopo un lungo silenzio, anche il presidente del ConsiglioGiorgia Meloni, condanna le delirante parole di Donald Trump contro Papa Leone XIV, definito un “debole” e che sarebbe stato eletto solo perché “ci sono io alla Casa Bianca“. Dicendo di trovareinaccettabilile parole del presidente a stelle e strisce, il premier ricorda che “il Papa è il capo della chiesa cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra“.
Un commento arrivato con un certo ritardo rispetto al resto dei tanti interventi a difesa di Papa Leone da parte del mondo politico italiano. E che proprio per il ritardo, Meloni è finita nel mirino dell’opposizione che nel corso della giornata a più voci ha richiesto un suo netto intervento. Su questo il premier si giustifica dicendo: “Pensavo che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza”.
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Un messaggio, purtroppo, tiepido nel merito specifico dell’assurda vicenda, piuttosto strettamente legato alla missione del Pontefice in Africa, che Meloni spera possa dare sostegno alle comunità cristiane presente sul territorio, e favorire la ricomposizione dei conflitti e il ritorno della pace: “A nome mio personale e del Governo italiano, desidero rivolgere aPapa Leone XIV il ringraziamento e l’augurio più sincero per il buon esito del viaggio apostolicoche lo condurrà per la prima volta in Africa e che lo porterà a toccare quattro Nazioni: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale“.
E a pesare sul ritardo della presa di posizione di Meloni, la ferma condanna del vicepremier leghista Matteo Salvini che, nonostante fosse da sempre vicinissimo al tycoon, ha criticato duramente le parole:“Attaccare il Papa, uomo simbolo di pace e guida spirituale per miliardi di cattolici,non mi sembra una cosa utile e intelligente da fare“.
Trump contro il Papa, Mattarella tra le righe: “Nessun può rimanere indifferente agli appelli di pace”
Un silenzio, quello del premier, che definire assordante è dire poco, considerate le gravi accuse senza precedenti di Trump e l‘immaginavo cattolico e tradizionalista di cui Meloni continuamente si ammanta. Da parte sua, il presidente della RepubblicaSergio Mattarella, invece, si rivolge al Papa in occasione del suo viaggio apostolico, e ricorda come il destino dell’Africa sia strettamente legato a quello dell’Europa, augurandosi che la missione di Prevost possa promuovere “i valori delrispetto e della convivenza armoniosa, basi essenziali per costruire un orizzonte di stabilità a beneficio e tutela di tutti“.
La reazione alle accuse di Trump ènascosta tra le righe, in pieno stile quirinalizio, discreto e in punta di fioretto. Mattarella dichiara infatti che il richiamo alla pace del Papa alimenta la consapevolezza dell’indispensabile contributo di ogni individuo al superamento delle divisioni. “Sono certo che nessuno potrà rimanere indifferente rispetto a questi solenni appelli“, conclude il presidente.
Le critiche al tycoon dal centrodestra
Lato partiti di maggioranza, il presidente del SenatoIgnazio la Russa ha glissato sulle calunnie di Trump, limitandosi a rivolgere al Pontefice “profonda gratitudine per il suo continuo richiamo alla pace in unaterra da sempre martoriata da guerre e carestie, dove migliaia di cristiani vengono perseguitati e uccisi“.
Solidarietà a Prevost arriva anche dal presidente di Noi ModeratiMaurizio Lupi, che bolla come inopportune le parole di Trump e ripone fiducia nell’operato del Pontefice, giacché “in un tempo pieno di incertezze e di irrazionalità ancora una volta è la Chiesa a indicare la via, che è quella della pace, alle istituzioni internazionali“.
Chiude il cerchioStefania Craxi, la nuova capogruppo di Forza Italia al Senato che si dice sgomenta degli attacchi rivolti a Prevost, il quale, fin dalla sua elezione, “ha indicatola pace come obiettivo epocale e irrinunciabile, perseguendolo con un impegno costante e quotidiano in un quadro internazionale segnato da crisi e conflitti di straordinaria gravità“. Per la forzista, infatti, non comprendere i compiti di un’autorità religiosa “significaporsi fuori dalla storiae dal senso profondo del momento che stiamo vivendo“.
Le reazione dell’opposizione: Schlein e Renzi
Ad accorgersi dei deliri del tycoon sonoi membri dell’opposizioneche, uno dopo l’altro, condannano le gravi parole di Trump, stigmatizzando al contempo il silenzio di Meloni sulla vicenda. La segretaria del PdElly Schleinsottolinea che “insultare il Papa per il suo fortissimo richiamo alla pace, al dialogo e alla dignità umana èatto gravissimo, che rivela fino in fondo la cultura della sopraffazione di chi non tollera voci libere“.
A stretto giro, il leader di Italia VivaMatteo Renziricorda come difendere Leone XIV sia un dovere di tutti, cattolici e laici insieme, giacché “erano secoli che non si vedeva una così plateale aggressione verso il romano pontefice“. Il senatore chiede poi ironico se non ci sia “nessuno chesventolava il cappellino Magache avverta il bisogno di dire che l’attacco della Casa Bianca al Vaticano è semplicemente vergognoso“, sottolineando dunque l’incoerenza di Meloni.
Conte, Bonelli e Zingaretti
Solidarietà a Prevost anche da parte del leader del Movimento 5 StelleGiuseppe Conte, che chiosa polemico: “La premier Meloni,‘madre, cristiana’, ancora non si è schierata. Forse anche qui ‘non condanna e non condivide’, come sugli attacchi in Iran?“
Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde si definisce “indignato da una Presidente che si richiama ai valori cristiani ma non trova la forza e il coraggio di condannare l’inaccettabile blasfemia di Trump contro il Papa e il mondo cattolico. Per lui, il tycoon non è più capace di intendere e di volere, dunque democratici e repubblicani dovrebbero assumersi la responsabilità di avviare una procedura di impeachment, giacché ne va della sicurezza globale. “I governi devono ribellarsi a questo folle. E allora la domanda è lecita: perché Meloni non condanna Trump? Perchéquesta sudditanza, questo vassallaggio politiconei confronti del presidente Usa? Quali interessi la tengono in silenzio?“, conclude Bonelli.
Da parte sua, il capodelegazione Pd al Parlamento europeoNicola Zingarettidenuncia“un tentativo esplicito di piegare l’autorità morale a logiche di propaganda“.Ricordando poi l’appello per“una pace disarmata e disarmante”lanciato da Prevost il giorno della sua elezione, l’ex presidente della Regione Lazio incalza: “Il silenzio non è un’opzione. Noi scegliamo senza esitazione: stiamo con chi disarma il mondo, non con chi lo incendia“
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