“Dopo aver speso miliardi di dollari per la Nato, l’Italia e il suo premier non sembrano nemmeno disposti a prendere parte all’azione contro l’Iran e la sua seria minaccia nucleare. Da decenni li difendiamo, ma quando arriva il momento di difendere noi e il resto del mondo, non ci sono”. Donald Trump torna all’attacco di Giorgia Meloni che decide di non tornare sul frontale con la Casa bianca che ha terremotato i rapporti Roma-Washington nelle ultime 72 ore.
Palazzo Chigi, quindi, resta in silenzio, difendendo la linea tracciata: dopo le prime repliche ferme, non rispondere più alle accuse. Prima dell’ennesimo attacco di The Donald, il premier era arrivata a sorpresa al raduno degli alpini a Gemona del Friuli e, aveva ammesso di aver bisogno “di un po’ di sano orgoglio nazionale”.
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Dichiarazione che rimanda a quella convinta “difesa dell’interesse nazionale italiano” ribadita a muso duro al presidente a stelle e strisce. All’indomani della rottura nel rapporto personale e politico tra il tycoon e Meloni, il presidente del Consiglio teneva il punto. Ma invitando a stemperare i torni per un obiettivo considerato imprescindibile: la salvaguardia delle storiche relazioni tra Italia e Usa.
Da qui, l’ordine di scuderia diramato all’intera squadra di governo, ovvero il prossimo 2 luglio tutti a Villa Taverna per celebrare l’Indipendence Dai. Meloni vuole che la photo opportunity, con l’esecutivo al completo o quasi, renda plastico un messaggio inequivocabile, cioè che il rapporto con Washington non è in discussione.
Sullo sfondo, il dossier cruciale della difesa. Il ministro Guido Crosetto, che ribadisce come l’Italia sia pronta a intervenire a Hormuz ma solo in “una cornice di sicurezza”, parla di rapporto “solidissimo” con gli Usa. Guardando alla festa nella residenza dell’ambasciatore Tilman J. Fertitta, il vicepremier Matteo Salvini assicura: “sicuramente faremo qualcosa di coordinato con i colleghi di governo”.
L’occasione di un primo confronto potrebbe essere il cdm convocato nel pomeriggio di domani. “Gli attacchi personali – aggiunge Salvini non devono sfociare in compromissione dei rapporti diplomatici e delle relazioni commerciali e industriali”. Per il leader leghista, insomma, il motto è: “partita chiusa, lavorare insieme”. Chi invece non ci sarà alle celebrazioni a Villa Taverna sono i leader del campo largo, fatta eccezione per Matteo Renzi.
Intanto, Meloni questa settimana è attesa da un paio di vertici internazionali. Mercoledì a Berlino per l’E5, l’indomani in Costa Azzurra per il bilaterale per il presidente francese Emmanuel Macron.
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