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Alberto Trentini è stato liberato, con lui scarcerato anche Burlò. La soddisfazione di Meloni: “Presto a casa”

"Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell'invisibilità, la sua liberazione", sono le prime parole della famiglia Trentini, rilasciate attraverso la loro avvocata

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Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas“. Le parole che l’Italia intera attendeva ormai da mesi sono state pronunciate dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, questa mattina all’alba. Il cooperante italiano detenuto nel carcere di El Rodeo, in Venezuela, è stato liberato dopo 16 mesi di agonia.

Insieme a lui ha potuto assaggiare nuovamente la libertà anche l’imprenditore torinese Mario Burlò, il quale è stato arrestato nel Paese sudamericano con generiche accuse di terrorismo. Tajani ha spiegato di aver già informato il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, delle avvenute scarcerazioni. Il premier ha infatti prontamente commentato la notizia, dichiarando di aver “accolto con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali che si trovano ora in sicurezza“. Secondo il ministro, i due hanno già avuto l’opportunità di parlare con le loro famiglie.

Alberto Trentini: i ringraziamenti al governo del Venezuela

Il Capo del Governo ha poi voluto ringraziare a nome del nostro Paese le autorità di Caracas, in particolare la presidente Delcy Rodriguez, salita al potere ad interim dopo l’arresto di Nicolas Maduro da parte degli Usa, per la “costruttiva collaborazione dimostrata in queste ultimi giorni“. Meloni ha espresso gratitudine anche per tutti coloro che hanno operato “con impegno e discrezione“, affinché questo obiettivo potesse essere raggiunto.

Anche il titolare della Farnesina si è espresso in questo senso. Oltre ad aver rassicurato sulle condizioni dei due connazionali, sostenendo di averli già sentiti telefonicamente, Tajani ha chiarito che questa scarcerazione èun forte segnale da parte della presidente ad interim Rodriguez che l’Italia apprezza molto“. Si prospetta che Trentini e Burlò possano presto tornare in patria e riabbracciare le loro famiglie.

Le prime parole della famiglia di Alberto Trentini

Quella di Alberto Trentini per diversi mesi ha occupato ogni spazio mediatico affinché si parlasse del cooperante e per evitare che la sua storia divenisse dimenticata. Oggi, la gioia è senza precedenti. “Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione“, sono le prime parole della famiglia Trentini, rilasciate attraverso la loro avvocata.

I famigliari hanno poi voluto sottolineare come questo periodo di prigionia abbia lasciato in loro e soprattutto in Alberto delle ferite che potranno essere guarite solo nell’intimità del loro affetto e del loro amore. “Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza“, hanno aggiunto, chiarendo che vi sarà tempo “per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità“.

Tajani: “Liberazione Trentini è un successo diplomatico del governo”

Il ministro degli Esteri italiano ha voluto poi chiarire quanto avvenuto in queste ultime settimane. Le comunicazioni su Alberto Trentini, infatti, non sono state sempre serene. Lo scorso novembre, la sua famiglia ha esortato il governo italiano a impegnarsi maggiormente per riportare a casa il cooperante italiano, ricordando che giorno dopo giorno la situazione del 46enne sarebbe divenuta meno sostenibile.

Un appello a cui il governo avrebbe risposto continuando a lavorare con discrezione per la liberazione del volontario e di tutti gli altri 27 connazionali presenti nelle prigioni venezuelano. Al centro delle mancate liberazioni vi sarebbero state delle frizioni con il governo di Maduro, che il nostro Paese non ha riconosciuto formalmente a causa delle accuse di broglio elettorale.

La svolta arriva il 3 gennaio scorso, quando in mondo visione Nicolas Maduro viene arrestato e deportato negli Stati Uniti. Il cambio di governo apre nuove possibilità all’Italia, che si mette al lavoro immediatamente con la nuova amministrazione. “Le liberazioni sono state ottenute dopo un grande lavoro della nostra diplomazia ed è un successo anche del governo, che ha saputo interloquire e cogliere il cambiamento che c’è stato in Venezuela“, ha spiegato il titolare della Farnesina.

Le speranze si sono poi accese lo scorso 8 gennaio, quando il presidente dell’Assemblea del Venezuela, Jorge Rodriguez, ha annunciato la liberazione di “un numero importantedi detenuti stranieri. I primi a tornare in libertà sono stati quattro cittadini spagnoli, seguiti poi dagli italiani Biagio Pilieri e Luigi Gasperini. Su Trentini, invece, solo qualche giorno più tardi una fonte vicina al dossier ha spiegato che il cooperante sarebbe stato presto inserito in una lista di detenuti da liberare.

Tajani, intanto, ha mantenuto aperti i canali di comunicazione con gli Stati Uniti. In particolare con il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, al quale ha spiegato la situazione dei 28 italiani in Venezuela. Il ministro ha poi sostenuto di credere che la Casa Bianca avrebbe collaborato con l’Italia per garantirne la scarcerazione, operando come mediatore tra i due Stati. Una storia dall’esito positivo, che ora potrebbe proseguire con la liberazione dei restanti connazionali in Venezuela.

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