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Terzo Polo ai titoli di coda: divorzio e poi?

Da ciò che resta del Terzo Polo, poco si sa del futuro che gli attende. Il divorzio tra Calenda e Renzi ha lasciato l'amaro in bocca a molti elettori

3 Min di lettura

Futuro tutto da scrivere per il già Terzo Polo. Il divorzio tra Calenda e Renzi lascia con l’amaro in bocca molti elettori e ora non resta che assegnare la patria potestà del nome e dei gruppi di Azione e Italia Viva. Su questo fronte, la vera partita si giocherà a settembre.

Terzo Polo: il piano di Renzi per Italia Viva 

Nonostante la pausa estiva, Matteo Renzi sta lavorando in gran segreto alle prospettive di un partito che non è riuscito a far decollare. La strategia sembrerebbe quella di mettere in minoranza Calenda: un’impresa tutt’altro che scontata visti i malumori che serpeggiano all’interno del partito. La strada che sta percorrendo l’ex premier sembrebbe essere quella di mantenere una posizione di centro, ma con occhio interessato a destra. Cosa questa che crea non pochi turbamenti tra gli esponenti di Italia Viva. Ma Matteo Renzi ci ha abituato a guizzi improvvisi e soluzioni inaspettate.

Terzo Polo: Calenda al fronte

Tra i calendiani, invece, non è stata gradita la scelta di rompere definitivamente i rapporti con Renzi. Ma il Terzo Polo non esiste più e il muro è ormai alzato. “Con Matteo Renzi abbiamo già divorziato e se i Gruppi parlamentari sono ancora uniti, non posso farci niente. C’è il mio cognome nel simbolo, la decisione la deve prendere Renzi. Comunque siamo due partiti diversi e andremo separati alle Europee. Al cento per cento” dice il volto di Azione.

Per Calenda le strade potrebbero incrociarsi con Pd e M5s su Pnrr, industria 4.0 e sanità. Pur puntualizzando che “Noi siamo centro repubblicano e loro la sinistra ma troviamo il modo di collaborare“.

Terzo Polo: la sfida di Renzi alle europee

Matteo Renzi, che una la fa e cento ne pensa, ha lanciato un guanto di sfida per le europee in direzione di Forza Italia. Di fatto, il partito sta vivendo una vera e propria fase di riorganizzazione dopo la scomparsa del presidente Silvio Berlusconi e tra tutti ad approfittarne potrebbe essere proprio Italia Viva, oltre a Fratelli d’Italia.

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