“Al di là delle elezioni lo vedo come un problema, mi pare che sia preoccupante se in questo Paese ci sono tanti italiani e tante italiane che guardano con simpatia una forza che ha posizioni esplicitamente xenofobe, che su molte questioni allude a un’idea di società che io trovo terribile”. Così Nicola Fratoianni, leader di Avs, ai nostri microfoni tuona contro l’ex generale Roberto Vannacci e sul suo partito Futuro Nazionale. Secondo l’ultimo sondaggio YouTrend aggiornato al 3 settembre scorso, Fn ha infatti superato Forza Italia arrivando al 7,9%: una rilevazione che proietta ancora una volta la costante crescita dei vannacciani e che continua ad allarmare diverse forze politiche.
Un dato che preoccupa infatti anche il deputato. Fratoianni promette di battersi per far crescere Avs “per vincere le prossime elezioni” . L’obiettivo però sembra soprattutto quello di “offrire un’alternativa migliore a chi oggi magari per paura o disperazione pensa di risolvere i suoi problemi rivolgendosi a chi propone soluzioni facili che non esistono”. Per quanto riguarda la tanto discussa possibilità di un’ alleanza tra Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale in vista delle prossime elezioni politiche, il leader di Avs non si sbilancia e lancia la palla oltre la rete: “Decideranno nel centrodestra”.
Insomma, clima teso quando si tratta di chiamare in causa gli scricchiolii all’interno delle coalizioni bipartisan, nonostante l’atmosfera scalpitante che circonda Fratoianni nella cornice di Terra 2026, la terza festa nazionale di Avs, per l’evento più atteso. Sul palco della Città dell’altra Economia a Testaccio infatti sale Sigfrido Ranucci per presentare il suo nuovo libro Il ritorno della casta, insieme a Francesca Ruocco di Sinistra Italiana e il già ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti. “Chi comanda davvero?” Il titolo della presentazione cattura l’attenzione dei presenti, che in realtà è rivolta tutta all’ex conduttore di Report. Molti si avvicinano a Ranucci con il nuovo libro in mano per chiedere un autografo e porgere complimenti.
Terra 2026, il retroscena: lo schivo Ranucci bisbiglia alle orecchie di Bonelli
Una giornata però partita un po’ a rilento. Solo il sole cocente e l’arrivo di Sigfrido Ranucci. Il giornalista appare da subito schivo e non propenso a rispondere alle domande. Non si ferma: cammina dritto. La presentazione inizia con circa mezz’ora di ritardo, intanto solo musica indie ad intrattenere il pubblico. Dietro il palco però Angelo Bonelli e Sigfrido Ranucci siedono allo stesso tavolo, aspettando che inizi la presentazione, si parlano e osservano quello che accade intorno a loro. Sul palco tutto liscio, il pubblico applaude e il giornalista si lascia andare a qualche frase che rimanda all’attentato subito.
In prima fila Bonelli ascolta, ma intanto si guarda intorno in cerca di foto. Fratoianni invece non si siede, necessita di muoversi freneticamente da una parte all’altra del selciato sotto il palco. Con il tramonto arriva anche la fine della presentazione. Ranucci scende dal palco, torna schivo, rivolge qualche parola a chi aveva comprato il suo libro e se ne va subito dopo, senza neanche rivolgere lo sguardo ai cronisti che lo attendevano.
Sul palco invece è il turno di Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera e di Riccardo Magi di +Europa che iniziano il dibattito “Democrazia Fragile: maneggiare con cura”, insieme a Enzo Maraio, Alfonso Colucci, Simona Bonafè, Peppe De Cristofaro, Filiberto Zaratti e Maurizio Acerbo.
È ormai calato il sole di fine estate sulla quarta giornata della festa nazionale di Avs. Svanisce la tensione, Bonelli e Fratoianni sono pronti per accogliere Maurizio Landini, segretario generale della CGL. Poi l’ultimo dibatto “Sblocca stipendi”, che però subisce il ritardo di tutta la giornata. Alla fine scivolata via con un sorso d’acqua.
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