Taxi: si tratta, domani convocati al Ministero

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Intervista esclusiva al Presidente dell’Unione Radiotaxi Italiani Loreno Bittarelli

Il mondo taxi rappresentato da Loreno Bittarelli è da tempo che è passato dalla sterile protesta alla proposta ragionata. Nella due giorni di sciopero non si sono viste macchine bianche in giro e tassisti in piazza a protestare. Per i cittadini è difficile comprendere le ragioni delle 48 ore di sciopero. Solo i tassisti romani hanno perso nei due giorni di sciopero un milione e mezzo di incasso.

Presidente Bittarelli, dopo la nostra intervista di due giorni fa ci rivediamo per capire cosa è accaduto in queste 48 ore di sciopero. Adesione altissima, ma la sensazione è quella della tanta confusione per nulla. Ma i tassisti protestano per davvero?

Come le ho già raccontato nella precedente intervista, l’argomento è rilevante e i tassisti italiani sono molto sensibili ad una riforma del settore che possa prevedere la liberalizzazione, compresa quelle delle licenze. Nelle grandi città per 48 ore non si è visto un taxi in giro, nelle città più piccole ci sono stati notevoli disagi. Secondo i dati della Questura a Roma ci sarà stato un migliaio di manifestanti in segno di protesta su come è strutturato questo famigerato art. 10, ma la maggior parte dei tassisti ha preferito rimanere a casa. Lo ripeto con chiarezza: liberalizzare tout court senza analizzarne a fondo le conseguenze è la porta d’accesso all’abbassamento degli standard di professionalità, di sicurezza del trasporto e di qualità del servizio taxi.

Professionalità, sicurezza e qualità del trasporto sono tutti argomenti ai quali non si può che essere sensibili. Ma l’Unione dei Radiotaxi Italiani che posizione ha in merito alla proclamazione dello sciopero appena conclusosi?

Ai due giorni di sciopero proclamato da alcune Organizzazioni Sindacali per il 5 e 6 luglio, noi per rispetto della categoria ci siamo uniformati. Però, fin dall’inizio, siamo rimasti convinti che sarebbe stato più saggio il differimento dello sciopero, vista l’apertura al dialogo che aveva mostrato il Viceministro Teresa Bellanova. È una questione di metodo: la storia e le vicissitudini passate dal 2006 ad oggi, quando la categoria è stata messa a dura prova da diversi tentativi di liberalizzazione, ci hanno insegnato che per risolvere i problemi, oltre alla protesta, è necessaria anche la capacità di dialogare ed elaborare proposte costruttive. In tutte quelle occasioni, noi siamo stati quelli che hanno indicato il viatico per superare le difficili fasi di stallo che si erano venute a creare. E così è avvenuto, prima nel 2006 con Bersani durante il Prodi-bis, poi con il governo Berlusconi nel 2009, e poi ancora nel 2011 con il governo tecnico di Mario Monti. E vorremmo ancora che avvenisse puntualmente pure oggi.

Si spogli per un attimo dalla carica che rappresenta. Secondo il tassista Loreno Bittarelli, che ha vissuto tanti di questi momenti, questo sciopero può aver determinato una qualche posizione di vantaggio per la categoria?

L’adesione è stata elevatissima, lo confermo, ma è evidente che con lo sciopero gli unici risultati ottenuti sono stati inutili disagi all’utenza e mancati incassi per i tassisti, che solo nella Capitale stimiamo in una perdita di oltre 1.500.000 di euro in soli due giorni. Quindi nessun miglioramento della posizione, e adesso rimaniamo in attesa che si riapra il confronto col Governo: ammodernamento del settore del trasporto pubblico non di linea e difesa del lavoro e del futuro di decine di migliaia di operatori della categoria.

Cosa intende per ammodernamento?

Riteniamo imprescindibile una regolamentazione dell’uso delle piattaforme tecnologiche legate al nostro lavoro, distinguendo tra intermediazione e interconnessione. Siamo d’accordo con il Governo sulla semplificazione della burocrazia amministrativa. Il Viceministro, tra l’altro, ha recepito tutte le richieste della nostra categoria ed ha proposto l’apertura immediata di un tavolo per la riscrittura integrale dell’attuale art. 10 del DdL Concorrenza, inserendo nella discussione anche la distinzione netta tra servizio taxi e servizio NCC e il mantenimento delle competenze comunali e regionali.

Mi scusi Presidente, si continua a non mettere mano ai servizi integrativi?

Tutt’altro. La ringrazio per la domanda e le dico che abbiamo chiesto con forza e determinazione che si possa finalmente partire con servizi integrativi e complementari al TPL, soprattutto nelle città come Roma dove il trasporto di linea è in affanno. Non dobbiamo più lasciare che questo dogma si rifletta come parole vuote di una legge. E anche su questo il Governo sembra prestare ascolto.

Chiacchiere o dialogo aperto?

Noi auspichiamo che il dialogo possa ripartire subito. Basta alle chiacchiere e avanti con il pragmatismo: noi le nostre proposte di emendamenti e le memorie le abbiamo depositate presso i Ministeri competenti, alla Camera e al Senato della Repubblica.

Diciamolo più chiaramente. Alcune sigle sindacali sembrerebbero pronte a proseguire la protesta, altre, invece, disponibili alla mediazione del Governo. Non trova che questo possa alimentare confusione e divisioni? E poi questa storia che le manifestazioni di protesta si sono allargate sotto gli uffici di qualche amministrazione locale, che senso può avere quando già si è ottenuta la disponibilità all’interlocuzione da parte del Governo?

Mi sembra poco logico dover chiedere a Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali di intercedere per noi con il Governo, quando la stessa Viceministro Teresa Bellanova ci aveva già dato la propria disponibilità a continuare a sederci al tavolo di confronto. Per parte nostra andiamo avanti con la discussione e sono certo che alla fine riusciremo a far valere le nostre ragioni.

Proprio alla fine dell’intervista portano al Presidente Loreno Bittarelli la convocazione, da parte del Gabinetto del Ministro, avente ad oggetto un incontro per domani presso il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile. Presidente, riuscirà la trattativa sull’art. 10 a fare passi avanti?

Il Presidente Bittarelli saluta cordialmente e con un mezzo sorriso sornione si limita a dirci: NO COMMENT

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