“Se il nuovo governo venezuelano vorrà, come ha detto, dialogare con gli Usa, se vorrà dialogare anche con l’Eni e con le imprese italiane che operano lì, questo sarà certamente un fatto positivo“, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso del suo intervento a Cinque minuti da Bruno Vespa. Al momento, l’incertezza sul Venezuela non permette di comprendere in che modo potrà evolvere la situazione, ma sembra che Delcy Rodriguez, la nuova presidente, voglia aprire agli Usa su nuovi rapporti per il petrolio.
Di conseguenza, non si esclude che questi rapporti possano essere allargati anche ad altri Paesi. Il ministro ha spiegato che i crediti che l’Eni vanta per l’estrazione del gas a Caracas dovranno essere oggetto di una trattativa da intavolare con il Paese del Sud America e gli Usa. Un tentativo di trasformare una situazione incerta in un’opportunità di crescita per il nostro Paese.
Leggi Anche
Tajani: “In Venezuela dobbiamo evitare una guerra civile”
In ogni caso, come specificato dal titolare della Farnesina, prima è necessario agire affinché in Venezuela torni a regnare la stabilità. “Ciò che dobbiamo evitare è che scoppi una guerra civile“, ha spiegato Tajani, aggiungendo che gli Stati Uniti e il G7 si impegneranno proprio su questo fronte.
Il ministro ha spiegato che questo passaggio è estremamente importante per il nostro Paese, in quanto in Venezuela sono presenti 170mila cittadini con passaporto italiano. “Adesso è il momento di aiutare la popolazione civile, io sto pensando a cosa poter fare anche per esempio attraverso la Caritas per aiutare gli ospedali“, ha chiarito il titolare della Farnesina, chiarendo quello che è l’impegno italiano su questo fronte.
Tajani: “Per la liberazione di Trentini ci aiuteranno gli Usa”
Sul fronte venezuelano e su quello groenlandese, con Donald Trump che sembrerebbe avere mire anche sul territorio sotto il controllo della Danimarca. Secondo il ministro, Trump non avrebbe intenzione di invadere la Groenlandia, ma c’è necessità di comprendere cosa intenda il Tycoon con “acquistarla“. In ogni caso, “in questo momento serve veramente più Europa, serve un elettroshock“, ha sostenuto con una certa convinzione.
Sul fronte della detenzione di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto a Caracas dal novembre 2024, Tajani ha sostenuto di credere che Rodriguez possa essere più flessibile del suo predecessore su questo tema. La speranza, dunque, è quella di avere un confronto positivo che porti alla liberazione di tutti i detenuti italiani.
“Ieri durante la riunione del G7 ho ricordato al segretario stato Rubio alcuni dei nomi importanti che sono detenuti, ci sono imprenditori insieme a Trentini“, ha spiegato il titolare della Farnesina, aggiungendo di essere costantemente al lavoro affinché questa liberazione avvenga, anche col supporto degli Usa.
© Riproduzione riservata


