E’ bagarre in Senato, dove è esplosa la tensione durante l’informativa del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Ad innescare il focolaio è Alessandra Maiorino, senatrice del M5s che ha espresso il proprio parere sulle posizioni del vicepremier forzista definendolo un “influencer prezzolato di Israele“. Da qui, è scoppiato direttamente l’incendio con la dura reazione del titolare della Farnesina che ha replicato con verve e sdegno: “Insulto inaccettabile“.
Le fiamme hanno iniziato così ad incendiare gli scranni di maggioranza e opposizione tanto da richiedere l’intervento del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha richiamato all’ordine. In Aula, però, gli animi non si sono placati e sono proseguiti attacchi, frecciatine e affondi fino all’accusa mossa ai 5s di usare Israele come arma politica.
In sostanza, Tajani aveva puntualizzato come l’Italia rivendicasse l’intenzione di tenere aperto il “dialogo” con Tel Aviv ma, davanti a “una carneficina che non finisce“, ovvero la crisi umanitaria a Gaza, ammette che le scelte portate avanti dal premier Benjamin Netanyahu siano andate ben oltre una reazione all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 che si riteneva proporzionata.
Bibi, infatti, come ricorda lo stesso Tajani, sarebbe andato talmente oltre da essere arrivato a violare i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario, “causando una situazione sempre più inaccettabile“. Insomma, dinanzi alle Camere riunite, il leader di Forza Italia apre alle nuove sanzioni contro lo Stato ebraico, proposte ieri dal presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen nel corso del suo intervento sullo Stato dell’Unione, allineandosi di fatto agli altri Paesi membri dell’Ue.
Ma questo passo in avanti compiuto dal vicepremier non è sembrato bastare all’opposizione, che è sempre più in pressing per il riconoscimento di uno stato palestinese e per la rottura definitiva dei rapporti con Israele.
Se da un lato Nicola Fratoianni riconosce “toni diversi” chiedendo quindi di procedere con azioni concrete, il M5s non sente ragione e attacca a testa bassa scoppiando come la valvola di una pentola a pressione. “Ministro Tajani, perché è venuto a raccontarci la propaganda israeliana? Lei si comporta come gli influencer prezzolati dalla propaganda Israeliana“, ed ecco quindi l’accusa di Maiorino che alza a tal punto la tensione tra maggioranza e opposizione che viene convocata una capigruppo urgente a Palazzo Madama.
E il vicepremier che, la ritiene un’accusa “gravissima e e inaccettabile“, nel passaggio della sua informativa a Montecitorio, si difende in prima persona. “Prezzolato in italiano vuol dire corrotto da uno Stato estero per compiere gli atti di ministro, è gravissimo, difendo il mio nome e il mio onore. Spero che M5s prenda le distanze da questa affermazione“, si infuria Tajani esprimendosi esterrefatto.
Di fatto, a meno di dieci giorni dall’assemblea generale dell’Onu, quando alcuni grandi paesi, come la Francia, riconosceranno lo Stato di Palestina, il vicepremier ha confermato la cautela italiana rimarcando la linea. “Lo voglio ribadire con chiarezza. Riconoscere uno Stato senza prima creare le condizioni per la sua nascita non produrrebbe alcun effetto, se non quello di allontanare la pace“, puntualizza il ministro della Farnesina facendo andare in tilt anche il Movimento di Giuseppe Conte.
I pentastellati, infatti, replicando evidenziando una “contraddizione“: “Mentre in Aula, Tajani ribadiva di considerare inutile il riconoscimento della Palestina, gli europarlamentari del suo partito stavano votando a favore della risoluzione del Parlamento europeo che invita i governi a valutare la possibilità di un riconoscimento“.
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