In occasione della Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori alla Farnesina, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha voluto mettere in chiaro alcuni dettagli riguardanti i due dossier più importati che riguardano la politica estera del Paese. Si tratta ovviamente delle due guerre che ormai da anni preoccupano il continente. Da un lato, il conflitto russo-ucraino e dall’altro quello tra Israele e Hamas. In entrambi i casi, l’intervento degli Stati Uniti si è rivelato fondamentale, al fine di aprire la stagione dei negoziati.
A Gaza, il piano di pace stilato da Donald Trump ha portato al cessate il fuoco, mentre a Kiev si continua a negoziare al fine di individuare un compromesso. Ieri, il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che il suo Paese sarebbe pronto a rinunciare all’adesione alla Nato in cambio di garanzie di sicurezza Ue e Usa sulla base dell’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica.
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Un compromesso che potrebbe accontentare entrambe le parti, in quanto uno dei motivi che hanno portato Mosca a invadere l’Ucraina era proprio la sua possibile adesione alla Nato. Di fronte a questa apertura, Antonio Tajani si è detto particolarmente speranzoso. “La definizione del ruolo e del contributo dell’Europa per la gestione della crisi ucraina è un banco di prova fondamentale“, ha spiegato, riconoscendo che le prossime settimane potrebbero rivelarsi fondamentali.
Ucraina, Tajani: “L’Italia e il governo sono sempre più protagonisti a livello globale”
“L’iniziativa di pace americana è un’opportunità che non dobbiamo farci sfuggire. Dobbiamo riportare la pace in Europa“, ha poi aggiunto, dicendosi particolarmente soddisfatto del fatto che si stiano prendendo in considerazione le garanzie di sicurezza su un modello proposto proprio dall’Italia. Parlando poi del nostro Paese, Tajani ha ribadito il sostegno all’Ucraina e alla sua difesa, ricordando il progetto di sostegno al settore energetico da oltre 100 milioni lanciato dalla nostra Nazione.
Il ministro degli Esteri ha poi sottolineato come il quadro internazionale attuale abbia posto nuovamente al centro del dibattito pubblico la politica estera. “Di fronte a tante incognite, una certezza: l’Italia e il Governo guidato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono sempre più protagonisti a livello globale“, ha tuonato con un certo orgoglio.
Una crescita che però potrebbe rivelarsi nulla nel caso in cui l’Europa non riuscisse a rimanere unita nelle sue scelte. “La definizione del ruolo e del contributo dell’Europa per la gestione della crisi ucraina è un banco di prova cruciale“, ha spiegato Tajani, aggiungendo che nelle prossime settimane sarà fondamentale restare uniti per ottenere un risultato che sia fondamentale.
Tajani: “L’Europa è a un punto di svolta, serve un elettroshock”
“L’Europa è a un punto di svolta. I conflitti non sono più distanti. Toccano la nostra sicurezza, le nostre economie“, ha spiegato il titolare della Farnesina, ribadendo un discorso già pronunciato nei giorni passati: “Serve un elettroshock, perché è il momento di difendere i benefici di quasi 70 anni di integrazione europea e 80 anni di multilateralismo onusiano“. In sostanza, per il titolare della Farnesina è necessario costruire un’Europa che sia più veloce e versatile nelle sue decisioni.
In questo modo sarà sempre più evidente un concetto che oggi sembra essere stato dimenticato. “Gli Usa non possono fare a meno dell’Europa e l’Europa non può fare a meno degli Usa“, ha spiegato Tajani, ricordando come il governo italiano abbia instaurato ottimi rapporti con la nuova amministrazione Usa, tanto che il nostro Paese “è in prima linea per alimentare le relazioni tra le due sponde dell’Atlantico“.
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