Èrientrata l’emergenza per i turisti italianiche nei giorni scorsi volevano lasciare l’area del Golfo e tornare in patria. Lo ha spiegato il ministro degli Esteri,Antonio Tajanial termine della riunione quotidiana con gli ambasciatori italiani della regione allaFarnesina. Secondo il titolare della diplomazia italiana, la situazione per i connazionali in quell’area si sta progressivamente normalizzando, anche se resta ancora un nodo aperto legato ai rientri dalle Maldive.
Tajani ha spiegato che ormai “non ci sono più italiani che vogliono tornare in Italia dai Paesi del Golfo”, mentre restano sul posto iresidenti, per i quali il ministero ha deciso di mantenere irinforzi inviati nelle sedi diplomatiche. Funzionari aggiuntivi restano quindi nelle ambasciate e nei consolati per garantire assistenza ai connazionali qualora la situazione dovesse peggiorare.
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La situazione nelle Maldive e nello Sri Lanka
Il ministro ha sottolineato che il quadro generale sta migliorando di ora in ora grazie allaripresa dei voli di linea. “Direi che non c’è più l’emergenza”, ha affermato, precisando però che l’unico punto ancora critico riguarda proprio leMaldive. Qui, ha chiarito, non c’è alcuna situazione di guerra mamolti italiani stanno cercando di rientrare nello stesso momento. I collegamenti aerei sono ripresi ma, ha osservato Tajani, “non sono ancora sufficienti a smaltire tutti coloro che vogliono rientrare in tempi rapidi”.
Proprio per questo la Farnesina ha rafforzato la presenza diplomatica aMalé, capitale delle Maldive, dove sono arrivati nuovi funzionari insieme ai Carabinieri. Diversa la situazione aColombo, capitale dello Sri Lanka, dove il problema dei rientri è stato risolto. “Si sta lentamente risolvendo anche la situazione in Thailandia”, ha aggiunto il ministro, ricordando comunque che il quadro regionale resta delicato a causa degli attacchi che continuano a registrarsi nell’area.
Tajani sulla nuova guida Suprema,Mojtaba Khamenei
Sul piano geopolitico, Tajani ha commentato anche la situazione in Iran dopo l’ascesa alla guida della Repubblica islamica diMojtaba Khamenei,figlio dell’ayatollah Ali Khamenei. Secondo il ministro, il nuovo leader “non ha posizioni diverse da quelle del padre”, morto nel primo giorno dell’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Il fronte libanese e la posizione dell’Italia
Guardando al fronte libanese, Tajani ha riferito che al momentonon risultano operazioni terrestri israeliane in corso o imminenti.Dopo aver parlato con l’ambasciatore italiano a Beirut, ha spiegato che continuano i lanci di missili tra Hezbollah e Israele, una dinamica che “certamente non aiuta la situazione”, ma che per ora non si è tradotta in un’offensiva di terra. L’Italia, ha ribadito il ministro, sta lavorando perfavorire una riduzione della tensione e ha invitato tutte le parti a evitare un ulteriore deterioramento della situazione, in particolare nel sud del Libano.
Il governo italiano, ha ribadito Tajani, non ha alcun interesse a un allargamento del conflitto. “Non siamo in guerra con nessuno né intendiamo andare in guerra contro nessuno”, ha detto, denunciando una fase internazionale segnata da quello che ha definito un “totale abbandono del diritto internazionale”.L’obiettivo della diplomazia italiana resta quello di lavorare a una soluzione negoziale e favorire la de-escalation.
Roma mantiene quindi aperti i canali diplomatici con Teheran e continua a dialogare con i Paesi coinvolti nella crisi. Tajani ha ricordato che nelle ultime ore si è registrato anche un nuovo attacco missilistico contro la Turchia partito dall’Iran, segnale di un contesto che resta estremamente fragile e in continua evoluzione.
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